Castellammare ritrova il suo mare: il “miracolo laico” del Sarno
Il ritorno del Sarno
«Un miracolo laico, dovuto alla follia di un gruppo di persone che hanno reso possibile un progetto ritenuto da tutti impossibile». Così è stato definito il lungo lavoro che ha restituito ai cittadini stabiesi, e non solo, un mare finalmente balneabile.
La balneabilità del mare rappresenta però soltanto il punto di arrivo di una storia molto più ampia: quella del fiume Sarno, per anni considerato “il più inquinato d’Europa” e oggi simbolo di una rinascita possibile.
La proiezione al liceo Severi
È in questo clima di commozione e orgoglio che al Liceo Scientifico “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia è stato presentato il docu-film “Fiume Madre”, dedicato proprio alla storia del Sarno e della sua bonifica.
L’iniziativa, ospitata nell’Auditorium Rita Levi Montalcini durante la quinta giornata della Settimana della musica e della lettura, ha coinvolto studenti, istituzioni ed esperti protagonisti del percorso di riqualificazione ambientale.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti della professoressa Filosa e del sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza, prima della proiezione del documentario firmato dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo.
Dal degrado alla rinascita
Il cuore del docu-film è stato il racconto della trasformazione del Sarno, un cambiamento che fino a pochi anni fa sembrava impossibile.«Prima di fare il sindaco ho fatto il giornalista. Su tutti i giornali il Sarno era definito come il fiume più inquinato d’Europa», ha ricordato Vicinanza, sottolineando come oggi la situazione sia radicalmente cambiata: «Oggi è sostanzialmente bonificato, un miracolo laico».
Con emozione è intervenuto anche Carmine Ferrara, esperto di riqualificazione ambientale: «Durante le riprese ho pianto. Quando nell’85 è iniziata la battaglia ci hanno preso per pazzi». Ferrara ha raccontato immagini che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate irreali: «Dalla traversa di Scafati oggi l’acqua era trasparente. Non avrei mai pensato di vedere il fondo del fiume a Scafati».Secondo Ferrara, la rinascita del Sarno dimostra che «un territorio non rinasce quando smette di avere problemi, ma quando smette di ritenerli insuperabili».
La battaglia per il mare balneabile
Il focus centrale dell’incontro è stato il ritorno alla balneabilità del mare di Castellammare, risultato strettamente legato agli interventi di bonifica e depurazione.
Il sindaco Vicinanza ha ricordato l’emozione di aver firmato, il 5 agosto 2024, la revoca del divieto di balneazione che gravava sulla città dal 1969. «E così anche il mare di Castellammare è diventato balneabile», ha dichiarato il primo cittadino.
Vicinanza ha poi rivendicato la scelta di mantenere la spiaggia libera: «I 5000 metri quadrati dovevano essere spiaggia libera. Questo è welfare comunale».
Un progetto sostenuto anche da investimenti pubblici per attrezzare le spiagge con docce, passerelle e boe, oltre al contributo di circa 1200 studenti che hanno partecipato alle attività di pulizia del litorale.
Il lavoro dietro la bonifica
Durante il convegno sono intervenuti anche Federica Mancieri, ingegnera di Gori, Raffaele Coppola, coordinatore dell’Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, e Luca Mascolo, presidente dell’Ente Idrico Campano.
Mancieri ha ricordato gli oltre 40 interventi realizzati sulle reti fognarie, molti dei quali determinanti per la balneabilità della città, invitando gli studenti a vedere nel documentario «la speranza che un problema possa essere risolto».
“Ognuno sia sindaco di sé stesso”
Molto forte anche il messaggio lanciato da Luca Mascolo: «Ognuno deve essere sindaco di sé stesso». Il presidente dell’Ente Idrico Campano ha richiamato il tema della responsabilità collettiva e della necessità di una vera rivoluzione ecologica, ricordando il lavoro svolto per chiudere oltre 113 scarichi abusivi.
Anche Raffaele Coppola ha invitato gli studenti a guardare con occhi nuovi il proprio territorio: «Il posto in cui viviamo sta diventando straordinario».
Una rinascita collettiva
La rinascita del Sarno e la restituzione del mare alla città rappresentano oggi il risultato concreto della collaborazione tra istituzioni, enti idrici, tecnici e cittadini. Un percorso lungo e complesso che dimostra come anche ciò che sembra impossibile possa diventare realtà.

