Dieta dei Monti Lattari, firmato il protocollo d’intesa
L’iniziativa, dal titolo “Dieta dei Monti Lattari – Sport, Salute e Benessere attraverso un modello alimentare sano e sostenibile”, ha riunito rappresentanti istituzionali, medici, nutrizionisti e operatori del territorio in un confronto che ha avuto al centro la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari locali e la promozione di corretti stili di vita.
L’incontro alla Reggia di Quisisana.
A moderare la mattinata è stata la giornalista Rai Simona Rolandi, mentre l’accoglienza degli ospiti è stata accompagnata dalle musiche del maestro Francesco Ruocco.
Il presidente del Parco
A tracciare la linea politica e culturale del progetto è stato il presidente del Parco dei Monti Lattari Enzo Peluso. «La dieta mediterranea resta un patrimonio universale – ha spiegato – ma abbiamo voluto declinare un’identità specifica dei Monti Lattari, integrando prodotti del territorio, attività sportiva e valorizzazione delle nostre eccellenze». Peluso ha insistito sul concetto di stile di vita, sottolineando come il progetto non si limiti all’alimentazione ma voglia diventare un modello culturale fondato sul consumo di prodotti a chilometro zero, sull’equilibrio fisico e mentale e sulla sostenibilità ambientale.Nel suo intervento il presidente del Parco ha parlato di una fase cruciale del percorso: «È arrivato il momento della consacrazione, dalle parole ai fatti». Da qui il ruolo centrale della commissione medico-scientifica, chiamata a individuare e validare i prodotti dell’area che possano contribuire concretamente al benessere e alla prevenzione.Sul piano tecnico-scientifico, il biologo nutrizionista Francesco Santonicola ha illustrato la struttura della futura “Dieta dei Monti Lattari”, spiegando come il modello nasca dalle stesse linee guida della dieta mediterranea, ma con un forte radicamento territoriale. «Il Parco abbraccia 27 comuni e possiede una concentrazione di produzioni alimentari che riesce a soddisfare circa il 70% del fabbisogno calorico giornaliero di una persona media», ha evidenziato.Secondo Santonicola, il lavoro sviluppato negli ultimi mesi ha permesso di individuare caratteristiche peculiari capaci di integrare la tradizione mediterranea con la biodiversità dei Monti Lattari. Tra i principi indicati figurano la promozione della filiera corta e del chilometro zero, la tutela delle produzioni agricole tradizionali, la riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti alimentari, il consumo di prodotti freschi e stagionali e la salvaguardia delle tradizioni gastronomiche locali. Un modello che punta anche sulla convivialità e sul rispetto dei cicli naturali e delle comunità del territorio.Elemento centrale della mattinata è stata la firma ufficiale del protocollo d’intesa tra il Parco Regionale dei Monti Lattari e Anardi. L’accordo impegna le due realtà a collaborare nella gestione e nello sviluppo del progetto, nella tutela del marchio “Dieta dei Monti Lattari” e nella validazione scientifica del percorso alimentare che verrà costruito nei prossimi mesi.A margine della conferenza si è svolta anche la premiazione della fotografia dell’anno promossa dalla Fondazione UniVerde. Lo scatto vincitore ha immortalato un fulmine nell’area del Parco dei Monti Lattari, nel territorio di Conca dei Marini, offrendo un’immagine simbolica della forza e della bellezza paesaggistica dell’area.La giornata si è conclusa con una degustazione e il pranzo preparato dagli studenti dell’IPSSEOA IPSSEOA Raffaele Viviani, ulteriore segnale della volontà di coinvolgere scuole, operatori e comunità locali in un progetto che punta a fare della “Dieta dei Monti Lattari” un marchio riconoscibile del territorio stabiese e della costiera.

