La ricetta di Salvatore Alfano per Pompei sul solco di Lo Sapio: «Legalità e smart city»
AMMINISTRATIVE 2026
22 maggio 2026
AMMINISTRATIVE 2026

La ricetta di Salvatore Alfano per Pompei sul solco di Lo Sapio: «Legalità e smart city»

Il piano del candidato sindaco: «Tutela delle periferie, più sicurezza ed equilibrio tra turismo e qualità della vita»
Vincenzo Lamberti

Il candidato sindaco di Pompei Salvatore Alfano, ai microfoni di Metropolis Quotidiano, ha tracciato la sua visione per la città in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Sostenuto da una coalizione di nove liste, tra cui Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, Alfano sfiderà Claudio D’Alessio e Giuseppe Tortora per raccogliere l’eredità politica e amministrativa del sindaco Carmine Lo Sapio, scomparso lo scorso dicembre. Al centro del confronto: turismo, periferie, sicurezza, legalità e il futuro di una città sospesa tra fede, archeologia e sviluppo.

Alfano, raccogliere l’eredità di Carmine Lo Sapio rappresenta una responsabilità importante. Come affronta questa sfida?
«È una responsabilità enorme, sia dal punto di vista umano che amministrativo. Carmine Lo Sapio aveva avviato un percorso di cambiamento profondo per Pompei e il nostro compito sarà quello di continuare quel lavoro. Negli ultimi anni la città ha visto opere che per troppo tempo erano rimaste ferme: l’ex Pretura, il parcheggio, la nuova piazza Bartolo Longo, la Fonte Salutare. C’è stata un’accelerazione amministrativa che Pompei non vedeva da oltre quindici anni. La nostra amministrazione dovrà proseguire su questa strada».

Cosa ritiene manchi ancora alla città?
«Il primo cambiamento deve riguardare il mio modo di concepire il ruolo. Fare l’amministratore non è un privilegio, ma una responsabilità. Servono pazienza, ascolto e condivisione. Ho individuato quattro pilastri che guideranno il nostro programma: legalità, onestà, competenza, trasparenza e partecipazione. Su queste basi vogliamo costruire il futuro di Pompei».

Pompei vive di tre anime: la città, il Santuario e il Parco archeologico. Come immagina la convivenza di queste realtà?
«Negli ultimi anni abbiamo registrato numeri turistici impressionanti: 4 milioni di visitatori nel sito archeologico, 2 nel Santuario. Questo flusso rappresenta una grande opportunità, ma anche una sfida. La città deve essere all’altezza dell’accoglienza che offre. Se da una parte ci sono benefici economici, dall’altra aumentano gli oneri sui servizi pubblici. Dobbiamo fare in modo che Pompei non resti indietro rispetto alla crescita del turismo e che riesca a trasformare questi flussi in un vantaggio concreto per i cittadini».

Come si traduce questa visione nei quartieri e nelle periferie?
«Io vengo dalla periferia di Pompei e conosco bene i problemi di quelle zone. Per questo considero fondamentale investire nelle periferie. La mia idea è quella di una città intelligente, una “smart city”, capace di utilizzare la tecnologia per migliorare la qualità della vita. Penso a sistemi di videosorveglianza, servizi digitali accessibili ai cittadini, informazioni in tempo reale e maggiore sicurezza. Anche chi ha poca dimestichezza con la tecnologia dovrà poter accedere facilmente ai servizi comunali, magari attraverso presìdi diffusi sul territorio».

Ha parlato di turismo, ma in Campania si discute molto anche di overtourism. Pompei rischia questo fenomeno?
«Sì, il rischio esiste. Negli ultimi anni c’è stata una crescita enorme delle strutture ricettive, soprattutto bed and breakfast che ormai sono vere e proprie attività alberghiere. Questo fenomeno ha ridotto il numero dei residenti e aumentato il costo dei servizi per chi vive stabilmente in città. Bisogna trovare un equilibrio. Non possiamo permettere che Pompei perda la sua identità trasformandosi soltanto in una destinazione turistica. Occorre programmare e regolamentare meglio lo sviluppo del settore».

Legalità e sicurezza saranno temi centrali della sua amministrazione?
«Assolutamente sì. Pompei ha tutte le condizioni per garantire sicurezza e controllo del territorio: commissariato, carabinieri, polizia municipale rafforzata dai nuovi concorsi. Serve però coordinamento. La nostra idea è creare un tavolo permanente tra tutte le forze presenti sul territorio, utilizzando anche strumenti tecnologici avanzati per monitorare e prevenire situazioni di rischio».

Che tipo di campagna elettorale vorrebbe da qui al voto?
«Ho iniziato questa campagna con serenità e rispetto. Mi auguro che anche i miei avversari mantengano lo stesso atteggiamento fino alla fine. I cittadini sono stanchi degli scontri personali. Una campagna elettorale dovrebbe servire a confrontare idee e progetti per la città, non a delegittimare l’avversario. Saranno poi i pompeiani a scegliere chi interpreterà meglio il ruolo di sindaco».