Castellammare, controlli a tappeto dei carabinieri: gazebo abusivi, lavoratori in nero e slot manomesse
CONTROLLI NELLA MOVIDA
23 maggio 2026
CONTROLLI NELLA MOVIDA

Castellammare, controlli a tappeto dei carabinieri: gazebo abusivi, lavoratori in nero e slot manomesse

Gazebo abusivi installati dopo aver tagliato alberi, lavoratori in nero, una slot machine manomessa e perfino un coltello con cocaina addosso a un 25enne. È il bilancio del maxi blitz di carabinieri, polizia municipale, Nas e Nil a Castellammare di Stabia.
Michele De Feo

Controlli serrati, denunce e sequestri nel corso di un servizio straordinario disposto a Castellammare di Stabia dai carabinieri della compagnia locale insieme agli agenti della polizia municipale.

 

Un’operazione a largo raggio che ha visto impegnati anche i militari del Nas e del Nil di Napoli e che ha interessato diverse attività commerciali del territorio stabiese. Il bilancio dell’attività è pesante: imprenditori denunciati, migliaia di euro di sanzioni amministrative, strutture sequestrate, lavoratori irregolari scoperti e perfino una slot machine manomessa.

 

Nel corso dei controlli sono state inoltre identificate 47 persone e verificati 20 veicoli. La prima tappa del blitz è stata un esercizio ortofrutticolo di via Bonito. Qui carabinieri e agenti della municipale si sono trovati davanti a una situazione che ha immediatamente fatto scattare provvedimenti e contestazioni.

Secondo quanto accertato durante il controllo, il titolare dell’attività avrebbe installato abusivamente un gazebo metallico davanti al negozio, occupando di fatto lo spazio pubblico senza alcuna autorizzazione. Non solo. Per fare spazio alla struttura, sarebbero stati addirittura tagliati alcuni alberi presenti nell’area antistante l’attività commerciale.

 

Un intervento ritenuto particolarmente grave dagli investigatori anche perché avvenuto in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici. La struttura abusiva è stata quindi sequestrata mentre il commerciante è stato denunciato per danneggiamento aggravato.

 

Durante gli accertamenti all’interno del negozio è inoltre emersa la presenza di un lavoratore impiegato completamente in nero. Al titolare sono state contestate ulteriori violazioni relative alla mancanza delle procedure di autocontrollo alimentare e di tracciabilità dei prodotti, oltre al mancato rispetto dei requisiti igienico-sanitari. Elevate anche sanzioni per occupazione abusiva di suolo pubblico e sede stradale.

 

I controlli si sono poi spostati in via Gaeta, all’interno di un’agenzia di scommesse. Anche in questo caso le irregolarità riscontrate sono state numerose. I militari hanno denunciato l’amministratore unico dell’attività e notificato sanzioni per un importo complessivo vicino ai 60mila euro.

 

All’interno del locale sono stati individuati tre lavoratori in nero. Gli investigatori hanno inoltre accertato la presenza di un sistema di videosorveglianza installato illegalmente e di distributori automatici di bevande e alimenti collocati senza le necessarie autorizzazioni. Ma l’aspetto più grave emerso durante l’ispezione ha riguardato una slot machine risultata manomessa e priva dei sigilli previsti dal monopolio di Stato. Un elemento che ha immediatamente fatto scattare ulteriori contestazioni e approfondimenti da parte degli organi competenti.

 

Nel mirino dei controlli è finito anche un ristorante etnico di via Principessa Mafalda. Qui i carabinieri del Nas hanno rilevato la mancanza delle procedure di autocontrollo e diverse carenze igienico-sanitarie. Anche il titolare dell’attività è stato denunciato. L’operazione ha riguardato pure il controllo del territorio e la prevenzione dei reati.

 

Durante le verifiche, infatti, è stato denunciato un 25enne del posto trovato in possesso di droga e di un’arma bianca. L’uomo, sottoposto a perquisizione, aveva in una tasca una dose di cocaina e nell’altra un coltello a serramanico lungo circa 16 centimetri. Il servizio straordinario rientra nelle attività predisposte dalle forze dell’ordine per contrastare abusivismo, illegalità diffusa e lavoro sommerso, fenomeni che continuano a rappresentare una delle principali criticità sul territorio stabiese.