Torre Annunziata, gettoni e rimborsi: fari della Corte dei Conti sul Comune
Il caso commissioni all’attenzione della Corte dei conti. Dopo mesi di polemiche, richiami e regole mai approvate, si apre ora il fronte del possibile danno erariale. La vicenda dei gettoni di presenza e dei rimborsi per le commissioni consiliari di Torre Annunziata, raccontata da Metropolis fin dal febbraio 2025, sarebbe finita sul tavolo della magistratura contabile per valutare eventuali ricadute sulle casse pubbliche.
Torre Annunziata, il Comune sotto la lente della Corte dei conti
Un nuovo capitolo per una storia che per mesi è stata al centro del dibattito politico e amministrativo, poi diventata materia d’indagine penale con l’operazione della guardia di finanza sui rimborsi ai consiglieri comunali e che adesso potrebbe aprire anche il fronte della responsabilità erariale.
Al centro resta il sistema delle commissioni. Convocate a raffica e spesso dalla durata di trenta minuti, con argomenti generici e costi crescenti per il Comune tra gettoni di presenza e permessi lavorativi rimborsati ai datori di lavoro dei consiglieri.
Un meccanismo sul quale Metropolis aveva acceso i riflettori già nei primi mesi della consiliatura, documentando numeri, frequenza delle riunioni, spese sostenute dall’Ente e criticità nella gestione di un’attività consiliare diventata sempre più onerosa.
Il richiamo del segretario generale
A un certo punto anche il segretario generale Amedeo Rocco era intervenuto formalmente, richiamando l’amministrazione, il presidente del consiglio comunale e i presidenti delle commissioni sulla necessità di fermare le storture emerse. Nel mirino erano finiti il numero eccessivo delle sedute, la genericità degli argomenti trattati, le commissioni deserte o prive di reale contenuto, i tempi di percorrenza indicati dai consiglieri e il peso dei rimborsi lavorativi sulle casse comunali.
Un allarme che non ha prodotto effetti. Dopo quel richiamo, nel luglio 2025 era stata predisposta anche una bozza di regolamento dal segretario per mettere ordine nel sistema. Limiti al numero delle commissioni, durata minima delle riunioni, criteri più rigorosi per le convocazioni, parametri oggettivi sui tempi di percorrenza e misure per contenere l’impatto economico dei permessi retribuiti.
Quel testo, però, non è mai stato discusso dai consiglieri comunali. È rimasto fermo mentre le commissioni continuavano a riunirsi. Proprio questo passaggio potrebbe ora diventare centrale nella valutazione della Corte dei conti: non solo la spesa sostenuta, ma anche l’eventuale inerzia rispetto alla risoluzione della criticità. Nel frattempo l’inchiesta della Procura, che ha già portato ai sequestri nei confronti dei consiglieri Pd Fabio Giorgio e Gaetano Ruggiero, potrebbe allargarsi.
Dalle inchieste ai richiami del segretario generale. Dalla bozza di regolamento rimasta sulla carta fino all’ipotesi di danno erariale. Il caso continua a far discutere e ad attirare l’attenzione degli organi competenti.

