Portici, affluenza in calo: alle 12 ha votato il 16,66%. Sfida aperta tra continuità e cambiamento
ELEZIONI
24 maggio 2026
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Portici, affluenza in calo: alle 12 ha votato il 16,66%. Sfida aperta tra continuità e cambiamento

Alberto Dortucci

Portici. La prima fotografia dell’affluenza a Portici restituisce un dato in calo rispetto alla tornata precedente, ma conferma l’attenzione con cui la città sta seguendo una delle campagne elettorali più tese degli ultimi anni.

Alle ore 12 di oggi ha votato il 16,66% degli aventi diritto nelle 63 sezioni distribuite sul territorio cittadino, contro il 17,63% registrato alla stessa ora nelle ultime amministrative concluse con la riconferma di Vincenzo Cuomo.

Uno scarto contenuto, ma significativo in una sfida che si gioca anche sulla capacità dei candidati di mobilitare gli elettorati di riferimento.

In particolare, sarà decisiva la tenuta del tradizionale blocco di centrosinistra costruito negli anni dell’amministrazione comunale del «reuccio» della città della Reggia e oggi chiamato a scegliere se proseguire nel solco della continuità o aprire una nuova fase politica.

Tra le sezioni, il dato più alto di partecipazione è stato registrato nella numero 33, dove alle urne si è recato il 21,85% degli elettori. All’estremo opposto la sezione 9, ferma al 12,58%, risultata finora quella con il minore afflusso.

La faida interna

Il voto arriva al termine di settimane segnate da tensioni e scontri soprattutto all’interno dell’area progressista. Da una parte Claudio Teodonno, sostenuto dal Partito Democratico e dall’area storicamente vicina all’ex sindaco Vincenzo Cuomo, candidato indicato come garante della continuità amministrativa.

Dall’altra Fernando Farroni, ex vicesindaco, che ha invece costruito la propria corsa sulla richiesta di discontinuità e sulla necessità di cambiare passo dopo gli ultimi anni di governo cittadino.

Una contrapposizione diventata il vero centro della campagna elettorale, anche per l’assenza di confronti pubblici diretti tra i due principali contendenti, elemento che ha alimentato ulteriori polemiche nelle ultime settimane.

L’ex vicesindaco sostenuto in primis dal M5S e da Casa Riformista ha puntato molto anche sulla possibilità del voto disgiunto, cercando consenso tra moderati ed elettori delusi del centrosinistra tradizionale.

Il centrodestra

Più defilati rispetto allo scontro interno al campo progressista, ma comunque presenti nella corsa a palazzo Campitelli, Giovanni Ciaramella e Ione Abbatangelo hanno concentrato la propria campagna soprattutto sulla necessità di archiviare definitivamente il lungo ciclo politico legato a Vincenzo Cuomo e riportare il confronto sui programmi per la città.