Ercolano, affluenza finale al 63%. Ora parte la sfida dello scrutinio
Ercolano. L’affluenza definitiva conferma il calo della partecipazione già emerso nel corso della giornata elettorale. Alla chiusura dei seggi ha votato il 63% degli aventi diritto, dato nettamente inferiore rispetto al 68,23% registrato alle comunali del 2022.
Una flessione significativa che accompagna una campagna elettorale lunga e particolarmente tesa, segnata negli ultimi giorni da accuse incrociate, polemiche sui candidati “impresentabili” e continui scontri politici.
Nonostante il clima acceso, la città degli Scavi si è comunque presentata alle urne con una partecipazione ancora consistente, anche se distribuita in maniera molto disomogenea sul territorio.
Il seggio con l’affluenza più alta ha infatti superato il 71%, mentre quello meno partecipato si è fermato al 45%, fotografia di una mobilitazione elettorale a macchia di leopardo tra quartieri e zone della città.
Adesso l’attenzione si sposta tutta sullo scrutinio e soprattutto sulla sfida per raccogliere l’eredità politica di Ciro Buonajuto, approdato in consiglio regionale dopo dieci anni alla guida del Comune.
La candidata che parte favorita resta Antonietta Garzia, ex capogruppo del Pd e nome scelto dal centrosinistra dopo mesi di trattative e tensioni interne. Attorno alla sua candidatura è stato costruito un campo molto ampio composto da otto liste, capace di tenere insieme il Partito Democratico, il Movimento Cinque Stelle e Casa Riformista riconducibile allo stesso Ciro Buonajuto.
Ma proprio l’eterogeneità dello schieramento è diventata uno dei principali terreni di scontro con gli avversari. In particolare con Piero Sabbarese, candidato civico sostenuto da tre liste e protagonista di una campagna costruita soprattutto sul coinvolgimento dei giovani e sul radicamento territoriale. L’ex segretario cittadino del Pd e poi di Azione ha più volte attaccato l’alleanza tra democratici e pentastellati, accusando il Movimento Cinque Stelle di avere abbandonato le battaglie del passato pur di rientrare nella maggioranza cittadina.
Sul fronte del centrodestra, invece, la divisione ha finito per frammentare ulteriormente l’area moderata e conservatrice. A contendersi lo stesso spazio elettorale sono stati Nicola Abete per Forza Italia, l’ex vicesindaco Luigi Fiengo sostenuto da Udc, Noi Moderati e Lega e Luciano Schifone con Fratelli d’Italia.
Ora la parola passa alle urne aperte per lo scrutinio, che dovrà chiarire se Ercolano confermerà la continuità del modello politico costruito negli anni di Buonajuto o se emergerà una sorpresa capace di riaprire completamente la partita politica cittadina.

