Torre Annunziata, scuola e volontariato: gli studenti in prima linea alla mensa dei poveri
Si è concluso al Palasport di Cercola il progetto “Scuola e Volontariato”, promosso dal CSV Napoli. Un’iniziativa che da quasi dieci anni vede protagonista l’Istituto Graziani-Cesaro-Vesevus di Torre Annunziata, da sempre impegnato nella promozione della solidarietà e della cittadinanza attiva.
Per studenti e docenti non è stato solo un percorso formativo. È stata soprattutto un’esperienza umana capace di lasciare un segno profondo.
Un’esperienza di crescita dentro e fuori la scuola
Protagonisti del progetto sono stati gli studenti delle classi III A e IV A dell’indirizzo Enogastronomia. Affiancati dai tutor del CSV Napoli, hanno partecipato alle attività della Mensa dei Poveri Don Pietro Ottena di Torre Annunziata.
I ragazzi si sono occupati della preparazione dei pasti. Hanno messo a disposizione tempo, competenze e sensibilità. Un lavoro svolto insieme alle docenti dell’inclusione Maria Grazia Cavuoto e Rosanna Vitiello.
«All’inizio poteva sembrare una semplice attività pratica legata all’enogastronomia. In realtà è diventata molto di più. È stata un’occasione concreta per comprendere il valore del cibo, della dignità umana e della condivisione», racconta Nunzia Pinto.
L’esperienza ha permesso agli studenti di confrontarsi con realtà spesso considerate lontane. Povertà, solitudine e disagio sociale hanno assunto un volto umano. I ragazzi hanno imparato a osservare il mondo con maggiore attenzione e consapevolezza.
Il valore educativo del volontariato
«La scuola non deve trasmettere solo competenze professionali. Deve educare al rispetto, all’empatia e alla responsabilità civile», sottolinea la professoressa Maria Grazia Cavuoto.
Secondo la docente, il significato più profondo del progetto sta proprio nella capacità di mettersi al servizio degli altri. I ragazzi non hanno solo cucinato. Hanno conosciuto storie difficili. Hanno compreso il valore della dignità umana e dell’ascolto.
Molti studenti sono tornati da questa esperienza profondamente colpiti. Alcuni hanno raccontato di aver capito, forse per la prima volta, quanto possa essere importante un gesto semplice. Preparare un piatto caldo. Accogliere una persona con gentilezza. Dedicare tempo a chi vive una situazione difficile.
I giovani protagonisti del cambiamento
«Troppo spesso i ragazzi vengono descritti come disinteressati o superficiali. In realtà, quando vengono coinvolti in esperienze autentiche, dimostrano grande sensibilità e partecipazione», spiega la docente Rosanna Vitiello.
Per le insegnanti il volontariato resta uno strumento educativo fondamentale. Aiuta a costruire senso di comunità. Insegna il rispetto della dignità umana. Rafforza il valore dell’aiuto reciproco.
L’esperienza ha confermato anche l’importanza di affiancare alle lezioni teoriche attività concrete. Sono proprio queste occasioni che aiutano i giovani a crescere come cittadini consapevoli.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto agli studenti, ai volontari della mensa e alla dirigente scolastica Anna Maria Papa, sempre vicina alle attività della scuola.
A chiudere il percorso una frase di Don Bosco: «Basta che siate giovani perché io vi ami assai». Un messaggio che l’Istituto Graziani-Cesaro-Vesevus continua a trasformare ogni giorno in educazione, inclusione e crescita umana.

