Il trionfo di De Luca a Salerno: «Un voto che mi riempie di orgoglio»
Vincenzo De Luca torna a Palazzo di Città e lo fa con una vittoria netta, conquistando Salerno al primo turno con il 58% dei consensi. Un risultato che assume i contorni del trionfo politico personale per l’ex governatore della Campania, capace di imporsi in una competizione che vedeva in campo ben otto candidati a sindaco e che, soprattutto, lo vedeva correre senza il sostegno ufficiale del Partito Democratico.
La terza proiezione del consorzio Opinio per Rai, con una copertura del 24% del campione, ha certificato un vantaggio larghissimo sugli avversari. Molto distanti gli altri candidati: Gherardo Maria Marenghi, sostenuto dal centrodestra, fermo al 15,6%, mentre Franco Massimo Lanocita, candidato di Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, si attesta al 13,7%. «Ringrazio di cuore i miei concittadini per un voto importante, che conferma ancora una volta la solidarietà, il sostegno e l’affetto che mi hanno sempre concesso», ha dichiarato De Luca subito dopo l’esito delle urne.
«È un voto che mi riempie d’orgoglio e mi emoziona, per il quale esprimo la mia più profonda gratitudine e che mi impegna a realizzare fino in fondo il programma di rilancio della città che abbiamo proposto». Parole che fotografano il significato politico del risultato ottenuto dall’ex presidente della Regione Campania, alla sua quinta esperienza da sindaco di Salerno. Una vittoria costruita attorno alla sua figura e alla sua storia amministrativa, più che alle dinamiche dei partiti tradizionali del centrosinistra.
«Ringrazio affettuosamente tutti i nostri candidati per il loro impegno appassionato, in una battaglia non semplice. Da domani saremo al lavoro per la nostra comunità, in maniera concreta, senza respiro», ha aggiunto il neo sindaco. Il dato di Salerno rappresenta uno degli elementi più significativi della tornata amministrativa e allo stesso tempo una riflessione aperta per il campo progressista nazionale.
Se da un lato il centrosinistra riesce a difendere alcune città importanti, dall’altro emergono segnali contrastanti che confermano quanto il percorso verso un’alleanza stabile e competitiva sia ancora lontano dall’essere definito. Il cosiddetto “effetto referendum”, che parte del centrosinistra sperava di capitalizzare anche sul piano locale, non si è concretizzato nelle principali città al voto.
A pesare soprattutto è il dato di Venezia, dove il centrodestra appare vicino alla vittoria già al primo turno. Qui le aspettative del centrosinistra erano elevate, anche alla luce delle polemiche che avevano investito l’amministrazione uscente tra il caso Venezia e le tensioni legate alla Biennale. I sondaggi lasciavano intravedere la possibilità di un ribaltone, ma il candidato dem Andrea Martella si è fermato sotto il 40%, mentre il centrodestra mantiene un ampio vantaggio.
Non meno significativo il risultato di Reggio Calabria, dove il centrosinistra perde terreno in una sfida considerata strategica. E proprio il caso Salerno dimostra come, in alcune realtà, il consenso personale dei leader locali continui a prevalere sugli schemi politici nazionali. De Luca ha infatti conquistato la città senza l’appoggio del Pd e con M5S e Avs schierati su un altro candidato, riuscendo comunque a ottenere un’affermazione schiacciante. Per il campo progressista arrivano però anche segnali positivi da altre città.
In Toscana il centrosinistra tiene Prato con il ritorno di Matteo Biffoni, eletto sindaco per la terza volta dopo le dimissioni di Ilaria Buggetti legate a una vicenda giudiziaria. A Pistoia Giovanni Capecchi conquista la città già al primo turno, mentre ad Arezzo si andrà al ballottaggio. Tra i risultati favorevoli al centrosinistra ci sono anche Chieti, dove Giovanni Legnini sfiora la vittoria immediata, e Avellino, dove Nello Pizza appare vicino all’elezione già al primo turno.
Conferme arrivano inoltre da Imola con Marco Panieri e da Andria con Giovanna Bruno, mentre vittorie dirette si registrano anche a Vicenza con Andrea Munari e a Enna con Vladimiro Crisafulli. Nel quadro complessivo delle amministrative, però, il dato di Salerno resta quello politicamente più rilevante. Perché certifica ancora una volta la forza elettorale di Vincenzo De Luca nella sua città e dimostra come il suo consenso personale riesca ancora a superare divisioni di partito e geometrie politiche nazionali.

