Concussione, assolta dopo 17 anni la deputata Annarita Patriarca
LA SENTENZA
26 maggio 2026
LA SENTENZA

Concussione, assolta dopo 17 anni la deputata Annarita Patriarca

La corte d'appello conferma la sentenza di primo grado di assoluzione. "Dedico questa sentenza ad una bambina mai nata".
Michele De Feo

“La fine di un incubo, la parolafine ad una vicenda che si trascina da 17 anni e che ha

provocato tantissima, inspiegabile sofferenza. Da sindaco di Gragnano fui accusata del reato di tentata concussione per una vicenda relativa alla gara del trasporto scolastico. Travolsero un’intera amministrazione gettando ombre dove non c’erano. Abbiamo tutti pagato un prezzo troppo alto per un processo che non aveva ragione di esistere. Dedico quest’assoluzione a una bambina che non è mai nata perché quando fui travolta dal provvedimento cautelare di allontanamento fuori regione avevo in corso una gravidanza difficile”: lo dice la deputata di Forza Italia Annarita Patriarca. La Corte di Appello di Napoli, accogliendo le tesi della difesa degli avvocati Mario Griffo e Francescopaolo De Rosa, ha integralmente confermato la sentenzadi assoluzione pronunciata in primo grado nei suoi confronti respingendo l’impugnazione proposta dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata. Il procedimento traeva origine da un’ipotesi accusatoria di tentata concussione , sulla quale il giudice di prime cure si era già espresso con formula assolutoria piena. La Procura aveva interposto appello, chiedendo alla Corte partenopea di riformare quella decisione. La Corte di Appello, all’esito del giudizio di secondo grado, ha invece ritenuto insussistente il quadro probatorio a sostegno dell’accusa, confermando l’assoluzione perché il fatto non sussiste. “Ringrazio i miei avvocati e quanti hanno creduto in me rafforzando la mia determinazione nel dimostrare la mia assoluta estraneità ai fatti contestati”, conclude Annarita Patriarca.