Elezioni a Pompei, Tortora smentisce il rischio ingovernabilità: «Nessuna paralisi, avremo la maggioranza»
AMMINISTRATIVE 2026
26 maggio 2026
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Elezioni a Pompei, Tortora smentisce il rischio ingovernabilità: «Nessuna paralisi, avremo la maggioranza»

Il candidato al ballottaggio contro Alfano esclude il rischio "anatra zoppa con una nota: «I calcoli diffusi in queste ore sono sbagliati». Lo scontro nasce dal dato delle liste di Alfano oltre il 50%.
Marco Cirillo

«Nessun rischio di paralisi amministrativa. Nessun fantasma di anatra zoppa all’orizzonte». Giuseppe Tortora rompe il silenzio. E interviene direttamente nel dibattito politico e giuridico nato dopo il primo turno delle elezioni comunali di Pompei. Lo fa con una lunga nota diffusa dal suo entourage nelle ultime ore. Nella quale respinge con decisione le interpretazioni circolate sul possibile scenario di ingovernabilità in caso di sua vittoria al ballottaggio contro Salvatore Alfano.

Il rischio “anatra zoppa”. La questione nasce dai numeri usciti dalle urne. Al primo turno Tortora ha ottenuto il 44,79% delle preferenze personali. Contro il 43,67% di Alfano. Tuttavia, le liste collegate ad Alfano avrebbero superato il 50% dei voti di lista. Attestandosi al 50,15%. Da qui il dibattito sulla possibile applicazione della cosiddetta “anatra zoppa”. Cioè l’ipotesi di un sindaco eletto senza maggioranza in consiglio comunale.

Il commento di Tortora. Una lettura che Tortora definisce «errata» e basata su «calcoli infondati». Nel comunicato, il candidato sindaco spiega infatti che «la tesi secondo cui l’altra coalizione avrebbe già blindato il consiglio comunale superando la soglia del 50% si scontra direttamente con il Testo Unico degli Enti Locali. Econ la giurisprudenza consolidata della giustizia amministrativa».

L’analisi. Secondo Tortora, l’errore starebbe nell’aver considerato soltanto i voti di lista. Escludendo quelli assegnati esclusivamente ai candidati sindaco. «L’errore di calcolo diffuso in queste ore deriva dall’aver preso in considerazione esclusivamente i voti espressi. Escludendo arbitrariamente dal totale i voti validi attribuiti alle sole figure dei candidati sindaco». Si legge nella nota.

Le sentenze. Il riferimento normativo richiamato è l’articolo 73 comma 10 del decreto legislativo 267 del 2000, che disciplina il premio di maggioranza nei Comuni superiori ai 15mila abitanti. Tortora cita inoltre alcune sentenze del Consiglio di Stato e del Tar Puglia che chiariscono come nel conteggio dei «voti validi» debbano essere inclusi anche quelli attribuiti soltanto ai candidati sindaco.

Il calcolo. «Applicando i criteri di legge ai dati emersi dalle urne di Pompei, lo scenario di ingovernabilità decade immediatamente», sostiene ancora Tortora. Nella ricostruzione contenuta nella nota, a fronte di 14.774 voti validi complessivi ottenuti dai candidati sindaco, le liste collegate ad Alfano si fermerebbero al 48,95%, dunque sotto la soglia necessaria per bloccare il premio di maggioranza.

Premio di maggioranza. «Il dato ufficiale cancella definitivamente ogni ipotesi di convivenza forzata o di ricatti in aula», conclude la nota. «La vittoria di Giuseppe Tortora al secondo turno farà scattare regolarmente il premio di maggioranza. Assegnando alle sue liste la superiorità numerica necessaria per governare». Uno scontro che adesso si sposta anche sul piano tecnico e giuridico. Mentre Pompei si prepara a un ballottaggio che si annuncia tesissimo. E decisivo per il futuro amministrativo della città.