Ercolano: il Pd trionfa e trascina Garzia (2.000 voti sotto le liste). Exploit Sabbarese, frenata M5S | TUTTI I VOTI
ELEZIONI
26 maggio 2026
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Ercolano: il Pd trionfa e trascina Garzia (2.000 voti sotto le liste). Exploit Sabbarese, frenata M5S | TUTTI I VOTI

Tutti i numeri delle elezioni
Alberto Dortucci

Ercolano. La città degli Scavi volta pagina nel segno della continuità e consegna ad Antonietta Garzia una vittoria larghissima che riporta una donna alla guida della città degli Scavi vent’anni dopo Luisa Bossa.

La candidata del centrosinistra chiude la corsa al municipio di corso Resina con 17.977 voti e il 68,63 per cento dei consensi, imponendosi nettamente su tutti gli avversari e trasformando le elezioni in una consacrazione politica del campo largo costruito attorno all’eredità amministrativa di Ciro Buonajuto.

Dietro il successo della neo sindaca c’è soprattutto il risultato travolgente del Pd, vero dominatore della tornata elettorale. Con 7.890 voti e il 30,79 per cento, il Pd non solo si conferma primo partito cittadino ma conquista anche nove consiglieri comunali, diventando l’asse portante della futura maggioranza.

Numeri che rafforzano il peso politico dell’area democratica e certificano la capacità del partito di trasformare il consenso amministrativo costruito negli anni in una macchina elettorale ancora fortissima sul territorio.

Accanto al Pd emerge in chiaroscuro il risultato di Casa Riformista, la formazione riconducibile all’ex sindaco Buonajuto. I 3.849 voti e il 15,02 per cento rappresentano certamente un dato importante, ma inferiore alle aspettative della vigilia per una lista considerata uno dei principali motori politici della coalizione.

Un consenso comunque decisivo per blindare il successo di Antonietta Garzia ma che apre inevitabilmente una riflessione sugli equilibri futuri all’interno della maggioranza.

Più complicata del previsto la prova del M5S, fermo a 1.123 voti e al 4,38%. I pentastellati restano sotto la soglia simbolica del 5 per cento e pagano probabilmente anche le polemiche che hanno accompagnato l’alleanza con il Pd e con l’area vicina a Ciro Buonajuto dopo anni di scontri politici in città. Ora sarà complicato bussare alla porta della neo-sindaca per un assessorato di peso.

Nel campo della vincitrice spiccano anche i risultati di Avanti-Psi all’8,91% e di Progetto Civico Italia all’8,16, mentre le altre liste della coalizione restano sopra la soglia del 3 per cento, confermando la solidità del “campo larghissimo”.

Il dato politicamente più interessante arriva però dalla sfida diretta tra i candidati sindaco. Garzia perde infatti quasi duemila voti rispetto alle liste che la sostenevano, segnale di un consenso personale inferiore alla forza della coalizione.

Al contrario, Piero Sabbarese firma il vero exploit della tornata elettorale: il candidato civico raccoglie 5.142 voti e il 19,63 per cento, conquistando oltre 2.300 preferenze in più rispetto alle sue liste, ferme complessivamente all’11,02%.

Un risultato che trasforma Sabbarese nel principale riferimento dell’opposizione cittadina e certifica la forza personale di una candidatura costruita soprattutto tra i quartieri e nel rapporto diretto con gli elettori.

Molto distante, invece, il centrodestra, ancora una volta incapace di presentarsi compatto. Luigi Fiengo si ferma al 4,96 per cento, Luciano Schifone al 4,59 e Nicola Abete al 2,20, numeri che confermano tutte le difficoltà dell’area moderata e conservatrice nella città degli Scavi.

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