Amianto nel Vesuviano, uno studio satellitare punta a mappare le aree a rischio
NUOVE SCOPERTE
27 maggio 2026
NUOVE SCOPERTE

Amianto nel Vesuviano, uno studio satellitare punta a mappare le aree a rischio

L’azienda campana Latitudo 40 sviluppa un algoritmo basato su intelligenza artificiale e dati satellitari per individuare la possibile presenza di amianto e supportare gli interventi di bonifica.
Rita Inflorato

Un nuovo strumento tecnologico potrebbe aiutare a individuare la presenza di amianto sul territorio. Arriva dalla Campania il progetto sviluppato da Latitudo 40.

L’azienda, recentemente premiata tra le “Imprese Vincenti 2026” di Intesa Sanpaolo, ha realizzato uno studio indipendente sui comuni dell’area vesuviana. L’obiettivo di individuare la possibile presenza di materiali contenenti amianto attraverso tecnologie satellitari avanzate. L’attività rientra in un progetto promosso dall’Agenzia Spaziale Europea. Punta a offrire strumenti innovativi per la tutela ambientale e della salute pubblica.

Come funziona il sistema di rilevazione

Alla base dello studio c’è l’utilizzo di immagini iperspettrali, una tecnologia satellitare che permette di rilevare materiali e sostanze invisibili all’occhio umano. I sensori utilizzati analizzano oltre 200 bande dello spettro elettromagnetico, consentendo di raccogliere dati ad alta precisione sul territorio.

Il team di ricerca di Latitudo 40 ha sviluppato un algoritmo capace di concentrarsi su 88 bande specifiche utili per l’identificazione dell’amianto. Il modello analizza le immagini satellitari pixel per pixel, per individuare le aree in cui risulta più probabile la presenza di materiali contenenti amianto.

«Si tratta di un lavoro complesso e rigoroso», spiega Gaetano Volpe, amministratore delegato di Latitudo 40.

Il confronto con i dati nazionali

I ricercatori hanno confrontato i risultati ottenuti con le rilevazioni effettuate nell’ambito del Piano Nazionale Amianto. Nel modello sono stati integrati anche i dati sugli edifici con presenza certificata di amianto raccolti dal Ministero competente.

Le aree individuate dall’algoritmo hanno mostrato una corrispondenza con le rilevazioni già disponibili, confermando la validità del metodo sviluppato.

Dopo la sperimentazione nell’area vesuviana, il sistema è ora in fase di sviluppo per un utilizzo su territori più ampi. L’obiettivo è mettere a disposizione uno strumento capace di supportare la pianificazione degli interventi di monitoraggio e bonifica ambientale.

Secondo i dati della Commissione Europea, l’amianto continua a rappresentare un problema sanitario rilevante in Europa. Per questo strumenti innovativi di analisi e prevenzione potrebbero diventare sempre più centrali nelle politiche ambientali dei prossimi anni. Dalla Campania, dunque, arriva una tecnologia che punta a coniugare innovazione, spazio e sostenibilità per affrontare una delle sfide ambientali ancora aperte sul territorio.