Centrodestra fantasma sul Miglio d’Oro: il fallimento di Silvestro con Forza Italia e l’irrilevanza di Fratelli d’Italia
Il senatore Franco Silvestro di Forza Italia
POLITICA
27 maggio 2026
POLITICA

Centrodestra fantasma sul Miglio d’Oro: il fallimento di Silvestro con Forza Italia e l’irrilevanza di Fratelli d’Italia

Alberto Dortucci

Portici. Da San Giorgio a Cremano a Ercolano – passando per Portici – il centrodestra prosegue la sua caduta libera lungo tutto il Miglio d’Oro. Le ultime elezioni hanno certificato una realtà cristallizzata da anni: un centrosinistra – in particolare, il Partito Democratico – pronto a recitare la parte del «leone» in ogni corsa alle urne, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia sembrano incapaci perfino di costruire una proposta politica credibile e riconoscibile sui territori.

Il disastro elettorale

Il dato più clamoroso arriva proprio da Ercolano e Portici, dove il centrodestra si è presentato  diviso, litigioso e totalmente irrilevante sul piano elettorale. A Portici, Giovanni Ciaramella – il candidato di Forza Italia si è fermato al 3,12%, mentre la «meloniana» Ione Abbatangelo non è andata oltre l’1,23%. Numeri simbolici in una città dove il centrosinistra di Claudio Teodonno ha sfiorato il 60% e dove il vero scontro si è consumato tutto all’interno dell’area progressista tra democratici e riformisti.

I «reperti» di Ercolano

Addirittura peggio è andata a Ercolano, dove il trio del centrodestra – Luigi Fiengo, Luciano Schifone e Nicola Abete – non è riuscito neanche complessivamente a sfondare il muro del 10%, lasciando spazio al trionfo di Antonietta Garzia e del suo «campo larghissimo» costruito attorno al Pd e all’eredità politica di Ciro Buonajuto.

La debacle da Roma

La débâcle politica chiama direttamente in causa in primis il senatore Franco Silvestro, coordinatore provinciale di Forza Italia e – in teoria – uomo forte degli azzurri nell’area vesuviana. I numeri delle urne raccontano, al contrario, una realtà impietosa: Forza Italia è ormai ridotta a presenza marginale. A Portici gli azzurri restano sotto l’uno per cento, a Ercolano Nicola Abete si ferma al 2,20% e la lista forzista produce la miseria di 267 voti. D’altronde, le principali energie del «signore dei materassi» arrivato a palazzo Madama sono tutte concentrate nella guerra al segretario regionale piuttosto che al ruolo di coordinatore azzurro chiamato a gestire candidature e liste alle amministrative. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: il centrodestra sul Miglio d’Oro semplicemente non esiste più.

Fratelli di chi?

Non va meglio a Fratelli d’Italia. Nonostante il peso nazionale del partito di Giorgia Meloni, i meloniani continuano a mostrarsi inconsistenti nelle dinamiche amministrative locali. A Portici, FdI resta inchiodata allo 0,71%, mentre a Ercolano il «padre d’arte» Luciano Schifone chiude al 4,59%, senza mai dare realmente l’impressione di poter incidere nella corsa al Comune. Il partito cresce nei sondaggi nazionali ma fatica enormemente a trasformare il consenso d’opinione in radicamento territoriale e consenso amministrativo.

Il Miglio rosso

Il quadro diventa persino grottesco se ci si sposta a Torre del Greco, da tre anni in mano alla coalizione a trazione Pd-M5S guidata dal sindaco Luigi Mennella. Qui Fratelli d’Italia – alle comunali del 2023 – non è stata neanche capace di presentare una propria lista, dopo avere sponsorizzato la candidatura di Ciro Borriello. Forza Italia invece è formalmente all’opposizione con il solo capogruppo Michele Langella, ma nei fatti il «battitore libero» del gruppo azzurro non disdegna il dialogo con la maggioranza di centrosinistra nell’assordante silenzio di chi dovrebbe (almeno) preoccuparsi dell’immagine dei berluscones all’ombra del Vesuvio. Il risultato finale è un vuoto politico enorme. Sul Miglio d’Oro il centrodestra non rappresenta oggi un’alternativa di governo, ma soltanto una somma personalismi e leadership logorate. E mentre Pd, civiche e aree riformiste continuano a contendersi il controllo dei Comuni, gli elettori moderati restano senza una vera casa politica.

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