Elezioni a Pompei, il Ministero allontana l’ingovernabilità
AMMINISTRATIVE 2026
27 maggio 2026
AMMINISTRATIVE 2026

Elezioni a Pompei, il Ministero allontana l’ingovernabilità

Il portale Eligendo del Ministero dell’Interno richiama il criterio di calcolo legato ai voti validi complessivi ai candidati sindaco. La coalizione Alfano si fermerebbe così al 48,85%.
Marco Cirillo

Nel caos politico e giuridico esploso dopo il voto, arriva da Eligendo – il portale ufficiale del Ministero dell’Interno – un’indicazione destinata a pesare nel dibattito sull’assegnazione del premio di maggioranza (determinante per scongiurare l’ingovernabilità) e sul caso della cosiddetta “anatra zoppa”.

L’asterisco. Il passaggio richiamato con un asterisco nel confronto tra gli schieramenti appare particolarmente rilevante: «La percentuale così calcolata è il valore di riferimento per l’attribuzione o meno del premio di maggioranza». Una formulazione che Eligendo accompagna anche al richiamo di diverse sentenze del Consiglio di Stato. Il nodo riguarda il criterio con cui va calcolata la soglia del 50%: se sul totale dei voti di lista oppure sull’insieme dei voti validi espressi per i candidati sindaco.

Sotto il 50%. Secondo i dati riepilogativi pubblicati sulla piattaforma ministeriale, la coalizione collegata a Salvatore Alfano si attesterebbe al 48,85% se il calcolo viene rapportato al totale dei voti validi ai candidati sindaco, comprendendo quindi anche i voti attribuiti esclusivamente ai candidati alla carica di primo cittadino.

Il commento di Tortora. Ed è proprio su questo punto che ieri sera ha insistito Giuseppe Tortora, che esclude scenari di ingovernabilità: «Nessun rischio di paralisi amministrativa, nessun fantasma di “anatra zoppa” all’orizzonte». Per Tortora, «l’errore di calcolo diffuso in queste ore deriva dall’aver preso in considerazione esclusivamente i voti espressi. Escludendo arbitrariamente dal totale i voti validi attribuiti alle sole figure dei candidati alla carica di primo cittadino».

La sentenza. Il candidato richiama anche il quadro normativo: «Una sentenza del maggio 2017 ha chiarito una volta per tutte che l’espressione “voti validi” include l’intero corpo dei voti confluiti sui candidati alla carica di primo cittadino. Compresi quelli privi di un voto di lista». Secondo questa lettura, «a fronte di 14.774 voti validi complessivi ottenuti dai candidati sindaco al primo turno, il blocco delle liste collegate ad Alfano ha raccolto in totale 7.233 voti». Pari al «48,95%, una quota che resta sotto la metà assoluta dei consensi».

L’analisi di Alfano. Di segno opposto la posizione di Salvatore Alfano. Che rivendica il superamento della soglia del 50% facendo riferimento esclusivamente ai voti di lista. «I numeri ufficiali parlano chiaro. Le liste collegate ad Alfano hanno superato il 50% dei voti validi al primo turno», sostiene il candidato. Nel dettaglio: «Totale voti di lista: 14.424. Liste collegate a Salvatore Alfano: 7.233». E ancora: «La soglia del 50% è 7.212 voti. Per superarla servivano almeno 7.213 voti. Le liste di Salvatore Alfano ne hanno ottenuti 7.233».

Il caso di Avezzano. Da qui la conclusione politica: «La coalizione di Salvatore Alfano ha superato la soglia del 50% dei voti validi di lista. Questo non è uno slogan. È un dato democratico. È la volontà popolare espressa dai cittadini». Alfano richiama inoltre una giurisprudenza amministrativa e il precedente del caso Avezzano. Sostenendo che «il superamento del 50% da parte di una coalizione sia un elemento decisivo nell’assegnazione della maggioranza consiliare».

Il confronto politico. Il riferimento riportato su Eligendo sembra ora rafforzare l’interpretazione secondo cui il parametro da considerare per il premio di maggioranza sarebbe quello dei voti validi complessivi ai candidati sindaco. Un’indicazione che continua ad alimentare il confronto politico. E che potrebbe avere riflessi anche sul piano giuridico.