Elezioni e rifiuti a Ottaviano: un tappeto di fac-simile sui marciapiedi e a San Gennarello
LA DENUNCIA
28 maggio 2026
LA DENUNCIA

Elezioni e rifiuti a Ottaviano: un tappeto di fac-simile sui marciapiedi e a San Gennarello

Nei pressi della zona industriale la segnalazione dei nostri lettori
Giovanna Salvati

Un tappeto di fac‑simile elettorali, sparsi come coriandoli fuori stagione, è comparso all’alba lungo alcuni marciapiedi della zona ingresso 268 dell’area industriale di Ottaviano, altri elle periferia di San Gennarello. Centinaia di biglietti di un candidato alla carica di sindaco , abbandonati sul suolo pubblico, hanno trasformato il passaggio pedonale in una distesa di carta che racconta, più di molte parole, il clima di degrado e nervosismo che accompagna la città verso il ballottaggio. La scena, notata dai primi lavoratori diretti a lavoro e sportivi che frequentano la zona , è diventata in poche ore oggetto di foto, commenti, segnalazioni. Non solo per l’impatto visivo, ma per ciò che evoca: una campagna elettorale che, a due giorni dal voto, sembra scivolare in una spirale di tensione crescente.

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Coalizione di STEFANO PRISCO 20,07% – 2.808 voti PARTITO DEMOCRATICO Emanuele Ragosta 440 Marisa Cassese 162 Umberto Massimo Saetta 115…

Ottaviano si prepara infatti al duello finale tra Biagio Simonetti e Ferdinando Federico, un confronto che ha già polarizzato quartieri, famiglie, gruppi social. L’abbandono dei fac‑simile non è un episodio isolato né un dettaglio marginale. Arriva in un momento in cui il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha inserito Ottaviano tra i comuni sotto osservazione speciale, chiedendo un monitoraggio rafforzato dei seggi e delle aree limitrofe. Una misura straordinaria, adottata dopo decine di segnalazioni su possibili pressioni, anomalie e rischi di inquinamento del voto.

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In questo contesto, quei biglietti sparsi sull’asfalto assumono un valore simbolico: ricordano quanto sia fragile il confine tra propaganda e irregolarità, tra competizione e degenerazione. E mostrano una città che, mentre si avvicina al verdetto delle urne, appare sospesa tra attesa e inquietudine.

Per ora gli operatori ecologici non sono ancora intervenuti per ripulire l’area, ma l’immagine di quel tappeto di schede resta impressa nella memoria collettiva. È il segno di una campagna che non si gioca solo nelle piazze e nei comizi, ma anche nei gesti anonimi, negli angoli periferici, nei dettagli che rivelano un clima più teso che mai. Ottaviano ora guarda al ballottaggio con il fiato corto. E mentre le istituzioni intensificano i controlli, i cittadini si interrogano su quale sia il confine tra partecipazione e pressione, tra entusiasmo e caos. Perché, in una democrazia, anche un marciapiede sporco può raccontare molto più di quanto sembri.