Ercolano, i conti (già) non tornano: inizia in salita la strada per la giunta
ELEZIONI
28 maggio 2026
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Ercolano, i conti (già) non tornano: inizia in salita la strada per la giunta

I 2.000 voti in meno alle liste costringono la neo-sindaca a «rincorrere» partiti e civiche
Alberto Dortucci

Ercolano. Finiti i festeggiamenti – durati il breve volgere di qualche bottiglia stappata all’esterno del Mav – per la neo-sindaca Antonietta Garzia sono subito iniziati i problemi (politici). Del resto – mai come in questa circostanza – il fresco primo cittadino si deve ritenere letteralmente «ostaggio» di partiti e liste, considerato come la coalizione uscita vincitrice delle urne abbia letteralmente «trascinato» alla vittoria la nuova fascia tricolore.

L’ex capogruppo del Pd, infatti, ha lasciato per strada la bellezza di 2.000 voti (e una percentuale vicina al 10%) rispetto alle preferenze messe in fila dai singoli partiti, movimenti e civiche che la sostenevano, vedendosi rosicchiare una bella fetta dell’ampissimo vantaggio accumulato dal suo schieramento.

Le prime accuse

Al netto delle prime – neanche particolarmente velate, visto il carattere fumantino della veterana dem – accuse lanciate nei confronti di qualche «alleato scorretto» e confidate poche ore dopo la chiusura delle urne, a costare caro alla rappresentante della «leadership femminista» che ad Ercolano è tornata ad imporsi venti anni dopo Luisa Bossa è stata la strategia eccessivamente «difensiva» adottata dall’avvocato con la passione per la politica.

Nel corso della campagna elettorale, infatti, Antonietta Garzia ha puntato per lo più a nascondersi, evitando eccessive esposizioni mediatiche e serrati confronti con gli altri competitor, che hanno potuto godere (in particolare, Piero Sabbarese) di questo inaspettato beneficio attaccando la passata amministrazione comunale (di cui Antonietta Garzia era una «colonna», come capogruppo consiliare del Pd) e puntando il dito contro la finta discontinuità con il recente passato, che pure era stato uno degli argomenti più gettonati dalla neo-sindaca prima dell’ufficializzazione della candidatura.

Il rebus giunta

Il primo nodo da sciogliere è quello legato alla giunta. Un rebus niente affatto facile da risolvere. D’altronde, i primi problemi Antonietta Garzia ce li ha direttamente in casa: il Pd – forte di un risultato da record, con nove consiglieri comunali eletti – pretende spazio. A guidare la ciurma di chi vuole «riscuotere» sono sicuramente Lino Vitiello e Assia Riccio – rispettivamente primo e secondo eletto – che dopo avere formato una coppia solida in campagna elettorale, ora sono pronti a rivendicare una presenza nell’esecutivo di corso Resina.

Stesso discorso per le coppie formate da Marco Cozzolino e Nancy Scognamiglio – riferimenti del segretario cittadino Antonello Cozzolino – e Carmela Saulino e Maurizio Oliviero, entrambi da sempre vicini alla consigliera regionale Loredana Raia.

Senza dimenticare Pina Liberti – alla sua prima esperienza in consiglio comunale, ma forte di un passato da assessore in altri comuni e sorella di una figura storica del Pd come Antonio Liberti – e Anna Giuliano, già assessore con Ciro Buonajuto.

Altro elemento non affatto secondario, è legato alla possibile partecipazione dei consiglieri alla prossima giunta: da una parte c’è da «fidarsi» di chi orchestrò (poi fallendo) la mozione di sfiducia proprio a Ciro Buonajuto e dall’altro bisogna fare i conti con il fatto che il primo dei non eletti – Enzo Ummaro, che sui social aveva festeggiato la propria elezione, prima di essere costretto a fare dietrofront dopo gli inevitabili sfottò pubblici – è ritenuto vicinissimo al primo cittadino così come la consigliera comunale eletta Naomi Iodice.

Gli alleati ingombranti

Se il Pd è destinato a recitare la parte del leone, non starà di certo a guardare Casa Riformista. Luigi Simeone – secondo eletto, staccato di più di 100 preferenze da Maria Grazia Prillo – potrebbe aspirare alla terza elezione di fila come presidente del consiglio (ruolo che però potrebbe essere affidato ad una donna, per molti Carmela Saulino sarebbe la figura ideale), ma vista anche l’elezione di Mariarca Cascone e Andrea Formicola, il partito di Ciro Buonajuto si candida ad avere dalla sua almeno due «poltrone» importanti.

I due consiglieri comunali eletti potrebbero far pensare a un possibile assessorato anche per Avanti (che porta in consiglio Nello Iacomino e Rossella D’Agostino) e Progetto Civico Italia (eletti Elisa Spina e Simone Tarallo).

Le due cenerentole 

Con questi chiari di luna, per Antonietta Garzia sarà praticamente impossibile soddisfare le ambizioni di Per e Movimento 5 Stelle, non solo per lo scarno risultato elettorale ottenuto (un solo consigliere a testa) ma anche per l’evidente esiguità di spazi a disposizione.

A meno che per Ercolano non passi una «legge speciale» che allunghi a dieci unità le squadra di assessori a disposizione della «leader femminista» di una coalizione che ha viaggiato decisamente più forte della sua condottiera.

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