Cancro al seno: dieta e sport riducono il rischio di recidiva
SALUTE E BENESSERE
29 maggio 2026
SALUTE E BENESSERE

Cancro al seno: dieta e sport riducono il rischio di recidiva

Lo studio tutto italiano condotto dal Pascale di Napoli.
Carmen Caldarelli

Non più solo un consiglio di buon senso, ma una vera e propria prescrizione medica. Lo stile di vita si conferma un pilastro fondamentale nella lotta contro il cancro. Lo dimostra uno studio d’eccellenza coordinato dall’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli.

 

La ricerca, presentata al Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) 2026, rivela dati sorprendenti sulla prevenzione delle ricadute per il tumore al seno.​

 

PROTOCOLLO DI “INERVENTO”​

Lo studio ha coinvolto circa 500 donne con tumore mammario ormono-positivo, la forma più diffusa della patologia.

 

Le pazienti sono state suddivise in due gruppi. Il primo ha ricevuto consigli standard, l’altro è stato inserito in un programma intensivo della durata di 33 mesi.

 

Quest’ultimo si basava su tre pilastri, una dieta mediterranea a basso indice glicemico, 30 minuti quotidiani di camminata veloce e un’integrazione costante di vitamina D.​

 

I risultati per chi ha aderito con rigore al programma sono straordinari. Il rischio di veder tornare la malattia è diminuito del 76%. Un dato che trasforma radicalmente l’approccio post-operatorio, affiancando alle terapie farmacologiche tradizionali un protocollo comportamentale rigoroso.​

 

METABOLISMO E PERDITA DI PESO​

Il successo dell’intervento non è legato solo alla bilancia, ma a un profondo riequilibrio dell’organismo. Le donne del gruppo “intensivo” hanno perso in media 3 kg (circa il 4,2% del peso iniziale), contro gli 1,7 kg del gruppo di controllo.​

 

Ancora più rilevante è l’impatto sulla sindrome metabolica (insieme di ipertensione, glicemia alta e colesterolo alterato). Nel gruppo di intervento, la presenza di questa sindrome è crollata del 65%. Facendo sì che la probabilità di guarigione dai disordini metabolici sia 2,5 volte superiore rispetto a chi ha seguito solo i consigli standard.

 

​LA NUOVA ERA ONCOLOGICA​

«Lo stile di vita non è un complemento accessorio della cura oncologica, ma una sua parte integrante». Ha sottolineato Michelino De Laurentiis, direttore del dipartimento di Oncologia del Pascale e autore senior del lavoro.​

 

Il messaggio che arriva dal congresso di Chicago è chiaro. L’attività fisica e l’alimentazione non servono solo a “stare meglio”, ma agiscono direttamente sui meccanismi biologici che impediscono alle cellule tumorali di replicarsi.

 

Come ribadito da Jo Chien, presidente del programma scientifico ASCO, l’esercizio strutturato e la gestione del peso sono ormai evidenze scientifiche consolidate che ogni paziente dovrebbe integrare nel proprio percorso di cura per migliorare sensibilmente le prospettive di sopravvivenza.