Pompei, scontro totale verso il ballottaggio: Alfano e Tortora si sfidano su stabilità e cambiamento
AMMINISTRATIVE 2026
30 maggio 2026
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Pompei, scontro totale verso il ballottaggio: Alfano e Tortora si sfidano su stabilità e cambiamento

La campagna elettorale entra nella fase decisiva tra accuse reciproche e tensioni politiche. I due candidati si contendono la fascia in una città sempre più divisa.
Vincenzo Lamberti

Ballottaggio ad alta tensione a Pompei. Manca poco più di una settimana al voto decisivo. E intanto la campagna elettorale si trasforma in uno scontro totale. Tra accuse reciproche e rivendicazioni di cambiamento.

Il ballottaggio tra Giuseppe Tortora, fermo al 44,79%, e Salvatore Alfano, al 43,67%, si trasforma sempre più in una contrapposizione sulla vera “novità” politica in città. Dopo il dibattito sull’ipotesi di “anatra zoppa” in caso di vittoria di Tortora – scenario che il portale Eligendo escluderebbe riconoscendo il premio di maggioranza alla coalizione se dovesse prevalere – la campagna elettorale entra ora nella fase più intensa.

Ad accendere il confronto è stato Alfano. Che si rivolge ai cittadini e rivendica il risultato ottenuto dalla propria coalizione. Attaccando frontalmente la narrazione del cambiamento costruita dagli avversari. «Dall’altra parte abbiamo assistito ad attacchi continui e ad una narrazione costruita sulla presunta “novità” e sui “volti nuovi”. Ma la realtà racconta altro», afferma il candidato sindaco.

Poi l’affondo politico: «Tra i principali riferimenti politici della coalizione avversaria ci sono esponenti che da anni siedono in consiglio comunale. Ed ex amministratori già protagonisti delle precedenti stagioni politiche cittadine». E ancora: «Se questo è il nuovo ed il giovane».

Alfano insiste sul tema della stabilità amministrativa. Trasformandolo nel cuore della sfida del secondo turno. «Oggi Pompei ha bisogno di stabilità, serietà e governabilità. Ha bisogno di una amministrazione pronta a lavorare da subito su mobilità, sicurezza, vivibilità e servizi ai cittadini».

La replica di Tortora arriva con toni altrettanto netti. In una lettera alla città, il candidato rivendica il risultato del primo turno parlando di «consenso chiaro, libero e dirompente». E accusa gli avversari di alimentare paure sulla tenuta amministrativa della futura maggioranza. «In queste ore, chi vede sfuggire il controllo del potere prova ad agitare lo spettro della paura e dell’instabilità. Inventando scenari confusi. E giocando con i numeri pur di spaventare i cittadini», scrive.

Tortora prova così a rassicurare l’elettorato sul nodo della governabilità. «Le norme vigenti garantiscono a questa coalizione, in caso di vittoria, la piena e assoluta maggioranza numerica in consiglio comunale per governare con lealtà, responsabilità e trasparenza».

Ma il passaggio più netto riguarda i toni nel corso della campagna elettorale. «C’è chi, privo di argomenti sul futuro e penalizzato da un netto calo di consensi, passa il tempo a scorrere gli elenchi del passato, lanciando accuse e offese», afferma il candidato. Che poi aggiunge: «Non cadremo nelle provocazioni. Eviteremo di replicare al fango, concentrando ogni energia su soluzioni concrete».

Due visioni opposte. Due narrazioni apparentemente inconciliabili. E una città spaccata tra continuità e cambiamento. Il ballottaggio di Pompei si annuncia adesso come una sfida apertissima.