Lotta ai tumori, dall’Italia una nuova speranza: presentata una “super immunoterapia”
MEDICINA E RICERCA
1 giugno 2026
MEDICINA E RICERCA

Lotta ai tumori, dall’Italia una nuova speranza: presentata una “super immunoterapia”

A guidare lo studio è il professor Paolo Ascierto, oncologo dell'Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus
Andrea Ripa

Una nuova arma contro il melanoma arriva dalla ricerca italiana e potrebbe rappresentare un importante passo avanti nella lotta contro una delle forme più aggressive di tumore della pelle. È stata presentata al congresso mondiale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso a Chicago, una sperimentazione che punta a potenziare l’efficacia dell’immunoterapia attraverso una innovativa molecola chiamata MDNA11, già ribattezzata dagli esperti una vera e propria “super immunoterapia”.A guidare lo studio è il professor Paolo Ascierto, oncologo dell’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus, da anni tra i principali punti di riferimento internazionali nella ricerca sul melanoma.

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L’obiettivo è affrontare uno dei limiti più importanti delle attuali cure immunoterapiche: la resistenza ai farmaci. Sebbene negli ultimi anni l’immunoterapia abbia rivoluzionato il trattamento di molti tumori, una parte significativa dei pazienti continua infatti a non rispondere adeguatamente alle terapie o a sviluppare nel tempo meccanismi che ne riducono l’efficacia. La nuova molecola MDNA11 nasce proprio per superare questo ostacolo. Si tratta di una versione modificata e potenziata dell’Interleuchina-2, una proteina naturalmente presente nell’organismo che svolge un ruolo fondamentale nell’attivazione delle difese immunitarie. In passato l’utilizzo terapeutico di questa sostanza era stato limitato da effetti collaterali importanti e da una scarsa selettività. Grazie all’ingegneria biotecnologica, però, i ricercatori sono riusciti a sviluppare una versione molto più precisa e sicura.

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La molecola è stata progettata per stimolare in maniera mirata le cellule più efficaci nella lotta contro il tumore, come i linfociti T e le cellule Natural Killer, aumentando la loro capacità di riconoscere e distruggere le cellule cancerose senza colpire i tessuti sani. Lo studio coinvolgerà 80 pazienti affetti da melanoma in stadio avanzato ma ancora operabile. La particolarità del protocollo consiste nella somministrazione della terapia prima dell’intervento chirurgico. Una strategia che oggi rappresenta uno dei fronti più promettenti dell’oncologia moderna.Curare il paziente quando il tumore è ancora presente permette infatti al sistema immunitario di “allenarsi” direttamente contro la malattia, imparando a riconoscerla e combatterla con maggiore efficacia anche dopo l’intervento.

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I pazienti saranno divisi in diversi gruppi di trattamento e, nel protocollo più innovativo, MDNA11 verrà associata a due immunoterapici già ampiamente utilizzati nella pratica clinica, ipilimumab e nivolumab. Dopo sei settimane di terapia, i pazienti verranno sottoposti all’intervento chirurgico.L’obiettivo dei ricercatori è ottenere una drastica riduzione delle cellule tumorali ancora presenti al momento dell’operazione. Un risultato che, secondo gli esperti, potrebbe tradursi in una significativa diminuzione del rischio di recidiva e in migliori prospettive di sopravvivenza a lungo termine. La sperimentazione vede coinvolti alcuni dei più importanti centri oncologici italiani, con il coordinamento dell’Istituto Pascale di Napoli e della Fondazione Melanoma Onlus. Un progetto che conferma ancora una volta il ruolo centrale della ricerca italiana nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche contro il cancro.

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Se i risultati attesi verranno confermati, questa nuova “super immunoterapia” potrebbe aprire la strada a trattamenti sempre più personalizzati ed efficaci, offrendo una concreta speranza a molti pazienti che oggi non riescono a beneficiare pienamente delle cure disponibili.