Tragedia a Ercolano: muore un operaio, forse ucciso dai gas nocivi
LA TRAGEDIA
1 giugno 2026
LA TRAGEDIA

Tragedia a Ercolano: muore un operaio, forse ucciso dai gas nocivi

Il 58enne sarebbe stato colpito dalle esalazioni tossiche durante le operazioni di spurgo nel pozzo nero del ristorante. Inutili i soccorsi. Indagini in corso dei carabinieri.
Michele De Feo

Tragedia nel pomeriggio di oggi a Ercolano, dove un uomo di 58 anni è morto mentre stava effettuando operazioni di spurgo e pulizia di un pozzo nero all’interno di un ristorante in via Benedetto Cozzolino. Secondo le prime informazioni, il decesso sarebbe avvenuto poco fa e sarebbe verosimilmente riconducibile all’inalazione di esalazioni tossiche sprigionate dalla fossa biologica. Raffaele Magri, il nome della vittima, lascia una moglie e un figlio. Era originario di Caivano.

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L’uomo avrebbe perso i sensi durante le operazioni, senza riuscire a riprendersi. Sul posto sono intervenuti i soccorsi, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo vano. Il 58enne è deceduto prima di poter essere trasferito in ospedale. Presenti anche i carabinieri della Tenenza di Ercolano, che stanno svolgendo i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali profili di responsabilità. La zona è stata temporaneamente delimitata per consentire le operazioni di messa in sicurezza e gli accertamenti dell’autorità giudiziaria. Le indagini sono in corso.

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Le operazioni di recupero del corpo dell’operaio si sono rivelate particolarmente complesse per il Nucleo sommozzatori del comando dei vigili del fuoco di Napoli che, in collaborazione con gli specialisti del Soccorso speleo alpino fluviale (Saf), hanno indossato speciali tute stagne con protezioni aeree ed autorespiratori per evitare di essere investiti dai gas letali del pozzo nero.

Il cordoglio della sindaca

Cordoglio da parte della neo sindaca Antonietta Garzia: «Esprimo, a nome della città di Ercolano, profondo cordoglio per la morte dell’uomo di 58 anni che oggi ha perso la vita sul nostro territorio durante il proprio lavoro. In un momento così difficile, il pensiero va anzitutto alla sua famiglia, alla quale rivolgo, a nome di tutta la città, il più profondo cordoglio.Auspico che le indagini in corso chiariscano ogni aspetto dell’accaduto. Si muore ancora di lavoro, e si muore troppo. Questo ciclo va spezzato. Non con la commozione di un giorno, ma con un impegno costante: sicurezza, controlli, responsabilità. Chi lavora ha diritto di tornare a casa la sera».