Elezioni a Pompei, Tortora e Alfano al rush finale: la sfida nei quartieri
AMMINISTRATIVE 2026
3 giugno 2026
AMMINISTRATIVE 2026

Elezioni a Pompei, Tortora e Alfano al rush finale: la sfida nei quartieri

Il tour tra le periferie da parte dei candidati sindaco al ballottaggio.
Vincenzo Lamberti

La sfida per Pompei si gioca anche lontano dal centro cittadino. Tra strade e periferie, Giuseppe Tortora e Salvatore Alfano si contendono gli ultimi consensi in vista del voto, concentrando la campagna sui quartieri storici e sulle richieste di servizi, decoro e infrastrutture. Tortora ha puntato su Messigno, dove ha illustrato il proprio programma di riqualificazione: «Grazie di cuore a tutta la comunità di Messigno per l’accoglienza calorosa e per questo dialogo costruttivo che ci dà una carica immensa per gli ultimi giorni di cammino».

Tra le priorità indicate, il rifacimento di marciapiedi e piazzetta, il recupero dell’oratorio dei Sacri Cuori, nuova illuminazione, videosorveglianza, parcheggi e aree gioco per bambini. Lo stesso approccio è stato rilanciato anche a via Corsa e Ponte Persica, con l’impegno a «riqualificare le vie del quartiere, pretendere risposte reali sul risanamento del fiume Sarno e creare centri di aggregazione sicuri».

Alfano ha invece posto l’accento sulla gestione ordinaria dei quartieri. Da via Ponte Izzo ha ricordato che «l’ordinario non può diventare straordinario. Sistemare una strada, garantire un’adeguata illuminazione e assicurare sicurezza e decoro non devono essere eccezioni, ma la normalità».

Nelle zone di via Sant’Abbondio e via Astolelle ha legato il tema delle infrastrutture a quello dello sviluppo economico. Sostenendo che le imprese locali «non devono sentirsi periferiche rispetto alle scelte amministrative. Ma protagoniste della crescita della nostra città». Uno dei fronti più caldi è Fontanelle. Qui Tortora ha attaccato la politica del passato. «Questo quartiere merita rispetto, superando definitivamente l’epoca in cui veniva considerato solo un bacino di voti da dimenticare il giorno dopo le elezioni».

Durante l’incontro ha inoltre annunciato l’attivazione dei Progetti Integrati e Individuali per sostenere le persone più fragili. Alfano ha replicato. Facendo leva sul proprio legame con il quartiere: «Fontanelle non è un quartiere qualsiasi per me. È il luogo dove sono cresciuto. Dove ho trascorso la mia infanzia». Tra le proposte avanzate figurano un parco pubblico attrezzato, nuovi parcheggi e la riqualificazione della scuola con una pensilina e una tendostruttura per attività sportive e sociali.

Il candidato ha poi esteso il ragionamento a via Molinelle, sottolineando: «Via Molinelle ha bisogno di ascolto. Ha bisogno di attenzione. Ha bisogno di soluzioni». Un messaggio accompagnato dalla richiesta di maggiore manutenzione, sicurezza e servizi. Per tutte le periferie cittadine.

L’ultimo affondo è arrivato ancora da Messigno, dove Alfano ha proposto una tendostruttura presso l’oratorio e «un’ora di parcheggio gratuito per tutti i residenti di Pompei nelle aree di sosta comunali». A pochi giorni dal voto, la geografia della campagna appare chiara. Più che nel centro cittadino, la partita decisiva si gioca nelle periferie. Dove entrambi i candidati cercano di convincere gli elettori con progetti concreti e promesse di attenzione ai quartieri.