Ambiente: differenziata, comuni sotto al 50%, manca trasparenza ambientale.
Successo in alcuni comuni che sfiorano il 100%, altri non superano il limite minimo di legge del 65%. È questo quello che emerge dall’analisi condotta da Let’s Do It! Italy APS e dal Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio.
Oggetto d’indagine i dati pubblicati sul portale WMySir relativi ai comuni del Parco Nazionale del Vesuvio ed altri limitrofi.
I dati
A condurre la classifica è Massa di Somma, che raggiunge il 97,53% di raccolta differenziata, seguita da Ottaviano (87,23%, dato 2026), Sant’Anastasia (86,67%, dato 2026) e Terzigno (79,79%, ultimo dato disponibile riferito al 2025).
Seguono San Sebastiano al Vesuvio (65,57%, dato 2026) e Boscotrecase (65,23%, ultimo dato disponibile riferito al 2025). Entrambi superano tuttavia il limite minimo di legge soltanto di pochi decimali.
Restano invece sotto il 65% Cercola (64,51%, ultimo dato disponibile 2018), San Giuseppe Vesuviano (64,48%, dato 2026), Pollena Trocchia (62,82%, dato 2026), San Giorgio a Cremano (58,98%, dato 2026), Volla (57,51%, dato 2026), Portici (56,20%, dato 2026), Somma Vesuviana (53,30%, dato 2026), Boscoreale (47,26%, dato 2026), Ercolano (45,87%, dato 2026) e Trecase (44,10%, ultimo dato disponibile riferito al 2025).
Gli ultimi dati disponibili collocano in fondo alla classifica Torre del Greco (35,66%, ultimo dato disponibile riferito al 2024), Trecase (44,10%, ultimo dato disponibile riferito al 2025) ed Ercolano (45,87%, dato 2026), tutti ampiamente al di sotto della soglia minima prevista dalla normativa nazionale.
Appare significativo anche il caso di Portici, città che negli anni passati era stata esempio di esperienze positive del territorio sul fronte della raccolta differenziata ma che oggi si ferma al 56,20%, rimanendo sotto il livello minimo fissato dalla legge, ovvero il 65%.
“la trasparenza ambientale un primo passo”
L’analisi evidenzia un’altra criticità: in diversi casi le informazioni disponibili non risultano aggiornate agli stessi periodi temporali. Per alcuni comuni mancano i dati del 2026, per altri anche quelli del 2025, mentre nel caso di Cercola l’ultimo dato disponibile risulta fermo addirittura al 2018.
Una situazione che rende più difficile per cittadini, associazioni e istituzioni valutare in modo puntuale l’evoluzione delle performance ambientali del territorio e che evidenzia l’importanza di una maggiore trasparenza e uniformità nella pubblicazione dei dati ambientali.
«Nel 2026 non dovrebbe più fare notizia chi supera il 65% di raccolta differenziata, ma chi non riesce ancora a raggiungerlo. Colpisce che nello stesso territorio convivano comuni che sfiorano il 100% e altri che restano sotto il 50%. Ancora più preoccupante è la difficoltà di reperire dati aggiornati e omogenei per tutti i comuni: la trasparenza ambientale è il primo passo per misurare i risultati e migliorare le politiche pubbliche. Le buone pratiche esistono già, ora occorre fare in modo che non restino casi isolati» dice Vincenzo Capasso, presidente di Let’s Do It Italy.
“La raccolta differenziata rappresenta uno degli indicatori più immediati dell’efficacia delle politiche ambientali locali e costituisce uno strumento utile per comprendere quali modelli organizzativi stiano producendo risultati concreti e dove, invece, sia necessario intervenire con maggiore determinazione, sotto il profilo dell’informazione e dei controlli” conclude.
Gli indicatori ambientali restano oggetto del monitoraggio dell’associazione attraverso il Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio. Continua, inoltre, il progetto della mappatura dei siti inquinanti e il costante dialogo con le autorità avviato da ormai più di un anno. Un’attività che risponde agli ideali di trasparenza, diffusione delle buone pratiche e confronto costruttivo tra cittadini, amministrazioni e realtà associative del territorio. L’obiettivo è promuovere la bonifica dei territori.

