Boscotrecase | Lite per l’immondizia, spara e ammazza il vicino di casa: si consegna un 34enne
IL DELITTO
5 Giugno 2026
IL DELITTO

Boscotrecase | Lite per l’immondizia, spara e ammazza il vicino di casa: si consegna un 34enne

Fatale per la vittima un colpo alla gamba. Il delitto in corso Umberto I, il killer si è consegnato.
Michele De Feo

L’ultimo sacchetto dell’immondizia gettato nel cortile comune. Una parola di troppo. Poi il rumore secco di uno sparo che ha spezzato il silenzio di un pomeriggio d’inizio estate. È morto così Salvatore Solimeno, 46 anni, raggiunto da un proiettile che gli ha reciso l’arteria femorale al culmine dell’ennesimo litigio con il vicino di casa. Una tragedia consumatasi nel cuore di Boscotrecase, lungo corso Umberto I, all’altezza dell’incrocio con via Tenente Cirillo e via Promiscua Piscinale, in una zona popolata, ricca di attività commerciali e a pochi passi dal centro cittadino.

Omicidio a Boscotrecase, uomo ucciso in casa

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Per l’omicidio è stato fermato un uomo di 34 anni – I. F. le sue iniziali -che dopo una breve fuga si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Trecase. Qui è stato interrogato dai magistrati della Procura di Torre Annunziata che coordinano le indagini. L’accusa nei suoi confronti è quella di omicidio. Vittima e presunto assassino vivevano da soli nello stesso stabile e condividevano gli spazi comuni del cortile. Un luogo che per chiunque rappresenta una semplice area di passaggio ma che per i due uomini sarebbe diventato negli ultimi tempi il teatro di continui contrasti. Questioni apparentemente banali, legate alla gestione degli spazi comuni e allo smaltimento dei rifiuti, avrebbero progressivamente alimentato un clima di ostilità. Piccole frizioni trasformatesi in un conflitto permanente fino all’epilogo più tragico.

Il delitto

Secondo una prima ricostruzione investigativa, ancora al vaglio degli inquirenti, anche ieri la discussione sarebbe nata per motivi legati all’immondizia. Le parole si sarebbero fatte sempre più accese fino a degenerare. A quel punto il 34enne avrebbe impugnato una pistola e fatto fuoco. Un solo colpo. Tanto sarebbe bastato. Il proiettile ha raggiunto Solimeno alla gamba, lesionando l’arteria femorale. Una ferita che si è rivelata fatale nel giro di pochi minuti. Nonostante la gravità della lesione, il quarantaseienne sarebbe riuscito a rientrare nella propria abitazione. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Il corpo giaceva in una pozza di sangue. Sarà l’autopsia, che verrà disposta nelle prossime ore a chiarire con precisione la dinamica clinica della morte e i tempi dell’emorragia che non ha lasciato scampo all’uomo.

Le indagini

Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, la polizia municipale. Per ore l’intera area è rimasta transennata mentre i militari eseguivano rilievi e raccoglievano testimonianze. Nel frattempo, lungo corso Umberto I, si è radunata una folla di curiosi. Centinaia di persone sono scese in strada attirate dalle sirene e dalle voci che correvano da un marciapiede all’altro. Ognuno aveva una versione diversa da raccontare. C’era chi parlava di vecchi dissapori mai risolti. Chi sosteneva che all’origine dei contrasti vi fossero questioni economiche.

Qualcuno ricordava una recente discussione per alcuni rifiuti bruciati nel cortile. Altri evocavano episodi del passato e vecchie vicende giudiziarie. Racconti che si intrecciavano senza trovare conferme ufficiali. In quelle ore concitate, affacciata al balcone di uno degli edifici vicini, una donna osservava in silenzio il via vai degli investigatori. I capelli biondi raccolti dietro le spalle, una maglietta arancione e lo sguardo incredulo rivolto verso il punto in cui poche ore prima era stato esploso il colpo mortale. Come lei, molti residenti hanno assistito impotenti a una scena destinata a lasciare un segno profondo nella città.

L’arrivo delle teste di cuoio

Per diversi minuti si era diffusa anche la voce che il presunto responsabile si fosse barricato in casa e tolto la vita. I carabinieri del reparto speciale dell’Arma hanno fatto irruzione nell’appartamento sfondando la porta d’ingresso. All’interno però non c’era nessuno. L’uomo si era già allontanato. Sono scattate immediatamente le ricerche. I militari hanno perlustrato le aree circostanti, compreso un edificio abbandonato poco distante dal luogo dell’omicidio. Poi, quando ormai la notizia si era diffusa in tutta la città, la svolta: il trentiquattrenne si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Trecase. «Sono io l’uomo che state cercando», ha detto al piantone.  Adesso spetterà agli investigatori ricostruire con esattezza ogni fase della vicenda, chiarendo se si sia trattato di un gesto maturato nell’impeto della rabbia o dell’epilogo di una tensione che andava avanti da tempo.