Napoli, cooperative serbatoio e fatture false: così la maxi frode da 160 milioni
Una presunta frode fiscale da oltre 166 milioni di euro nel settore della grande distribuzione organizzata, costruita attraverso fatture per…
Un sistema articolato e ramificato che avrebbe consentito di importare e vendere in Italia auto di lusso provenienti da Germania, Austria, Belgio e Olanda, evitando il pagamento dell’Iva per oltre 42 milioni di euro. È quanto emerso dall’inchiesta coordinata dagli uffici italiani della Procura Europea (Eppo) di Bologna, Torino e Palermo, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sette persone e al sequestro di beni per oltre 11 milioni di euro.
L’operazione, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Prato su disposizione del Tribunale di Civitavecchia, ha interessato numerose province italiane con perquisizioni in oltre sedici tra abitazioni, sedi aziendali e altri locali riconducibili agli indagati. Tra i beni sequestrati figurano 61 autovetture, dieci conti correnti anche esteri e numerosi altri asset patrimoniali.
Napoli, cooperative serbatoio e fatture false: così la maxi frode da 160 milioni
Una presunta frode fiscale da oltre 166 milioni di euro nel settore della grande distribuzione organizzata, costruita attraverso fatture per…
L’indagine era partita dall’esposto di un cittadino che aveva segnalato difficoltà nell’immatricolazione di un’auto usata acquistata tramite un concessionario della provincia di Prato da un venditore tedesco. Da quel caso, gli investigatori hanno scoperto un meccanismo fraudolento molto più ampio che avrebbe coinvolto oltre 1.700 veicoli commercializzati in Italia senza il preventivo versamento dell’Iva dovuta. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, il sistema si basava sull’utilizzo di società fittizie con sede nella Repubblica di San Marino. Grazie a questa interposizione, le vetture venivano reimmatricolate in Italia sfruttando procedure che non richiedevano il controllo preventivo dell’Agenzia delle Entrate. Al posto della documentazione fiscale necessaria, venivano presentate attestazioni relative all’imposta monofase sammarinese che, secondo gli inquirenti, risultavano sistematicamente falsificate.
Il fantasma dei microchip: così la maxi-frode IVA ha sottratto 32 milioni allo Stato
L'ombra della frode fiscale torna a oscurare il settore del commercio elettronico e della componentistica informatica in Campania, rivelando un…
Il vantaggio economico ottenuto attraverso l’evasione fiscale consentiva agli operatori coinvolti di proporre sul mercato vetture di fascia alta a prezzi particolarmente competitivi. Tra le auto finite sotto sequestro figurano modelli di prestigio come Ferrari Portofino e Superfast, Lamborghini Urus e Huracán, Porsche Macan, 718 Spider e 992 GTS, oltre a numerose Mercedes AMG, Bmw e Audi. Le indagini si sono sviluppate anche sul piano internazionale grazie alla collaborazione con gli uffici Eppo di Colonia e Monaco di Baviera. Già nel febbraio 2024 erano state eseguite oltre ottanta perquisizioni tra Italia e Germania, con l’arresto di tre cittadini tedeschi e il sequestro di quaranta vetture di lusso e disponibilità finanziarie per circa 1,2 milioni di euro.
Frode fiscale con società cartiere: 7 indagati tra Sarno e Nocera
Frode fiscale con società cartiere e autoriciclaggio: sette indagati dopo un sequestro beni per scarsi 800mila euro di qualche mese…
L’ultimo provvedimento del Tribunale di Civitavecchia ha disposto due arresti domiciliari, due obblighi di dimora, un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, oltre a due interdizioni dall’esercizio di incarichi direttivi in società e altri enti. Contestualmente è stato ordinato il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 6 milioni di euro nei confronti di sei società e due persone fisiche.
L’operazione è stata eseguita con il supporto di numerosi reparti della Guardia di Finanza, tra cui quelli di Roma, Ladispoli, Pomezia, Frascati, Casalnuovo di Napoli, Napoli, Vibo Valentia, Catania e Palermo. Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e ricostruire nel dettaglio l’intera rete commerciale coinvolta nella presunta frode fiscale internazionale.