Ottaviano | piazza San Lorenzo soffoca tra gli abiti abbandonati: l’allarme dei residenti
Da settimane Piazza San Lorenzo, cuore pulsante di Ottaviano, è costretta a convivere con una situazione che non dovrebbe appartenere a nessun centro urbano: cumuli di rifiuti tessili ammassati davanti al contenitore per la raccolta degli abiti usati, ormai saturo, che si riversano sul marciapiede e, in alcuni punti, perfino sulla carreggiata.Un mosaico di stoffe, sacchi, coperte e scarpe spaiate che cresce giorno dopo giorno, allargandosi come una macchia che nessuno sembra voler fermare.Il contenitore, nato per favorire la solidarietà e il riuso, si è trasformato in un simbolo di degrado. La bocca metallica è ostruita da sacchi incastrati, mentre ai piedi del cassonetto si è formato un tappeto di indumenti che invade completamente il passaggio pedonale.
I marciapiedi risultano ormai impraticabili. Le mamme con i passeggini sono costrette a scendere sulla carreggiata, mentre gli studenti che ogni giorno attraversano la piazza per raggiungere le scuole vicine sono costretti a fare slalom tra i mucchi di vestiti e le auto in transito. Con l’arrivo delle alte temperature la situazione è ulteriormente peggiorata. Gli indumenti abbandonati, impregnati di umidità e polvere, emanano un odore acre che si diffonde tra le attività commerciali della zona. A pochi metri si trovano una farmacia e un fruttivendolo, due punti di riferimento della vita quotidiana che si ritrovano a convivere con una vera e propria discarica a cielo aperto.I cittadini definiscono la situazione «indecorosa», «vergognosa» e «indegna di un paese civile».
Alcuni commercianti raccontano di clienti che preferiscono evitare la zona, mentre altri segnalano la presenza di insetti e animali attratti dai cumuli di rifiuti. «Con il caldo l’odore diventa insopportabile e la situazione peggiora di giorno in giorno», denunciano.Secondo i residenti, le segnalazioni agli enti competenti non sono mancate. Eppure il cassonetto continua a rimanere lì, immobile, come un monumento all’abbandono: nessun intervento di svuotamento, nessuna rimozione dei rifiuti accumulati, nessun controllo.Il paradosso è evidente. Un contenitore pensato per raccogliere abiti destinati al riuso è diventato il punto di partenza di un degrado che continua a espandersi. Un servizio fermo, una gestione assente, un vuoto che si riempie di ciò che la città non riesce più a contenere.
Non si tratta soltanto di una questione estetica. È un problema sanitario, ambientale e sociale. Gli indumenti lasciati all’aperto assorbono pioggia, polvere e smog, diventando un potenziale ricettacolo di muffe, batteri e insetti. Nel frattempo, i pedoni sono costretti a camminare in strada, con evidenti rischi per la sicurezza.A rendere ancora più amara la situazione è la posizione del cassonetto: a pochi passi dalla chiesa e nel pieno centro cittadino, in uno degli spazi più frequentati della comunità.Il degrado non nasce dall’oggi al domani. Nasce dall’abbandono. E quando l’abbandono diventa abitudine, il rischio più grande è che finisca per essere considerato normale.

