Movida, De Luca come Mennella: stretta su orari e locali, proteste a Salerno
Salerno. Da Salerno a Torre del Greco, passando per Napoli, il copione non cambia: quando la movida degenera in risse, aggressioni e violenza urbana, i sindaci scelgono la strada delle ordinanze restrittive.
È accaduto nelle ultime settimane all’ombra del Vesuvio, dove il sindaco Luigi Mennella ha imposto una stretta su vendita di alcolici e orari di chiusura alle due di notte dopo il ferimento a coltellate di un pregiudicato nel cuore della movida.
E sta accadendo ora anche a Salerno, dove il sindaco Vincenzo De Luca – dieci anni passati al governo della Campania prima del ritorno nella «sua» Salerno – ha annunciato l’intenzione di intervenire per contenere gli eccessi della vita notturna cittadina.
Due realtà diverse, ma unite dallo stesso problema: il crescente allarme per episodi di violenza, schiamazzi, degrado e tensioni con i residenti.
A Torre del Greco la risposta è stata immediata. Dopo il weekend di sangue culminato nell’aggressione avvenuta nel centro storico, Luigi Mennella ha firmato una serie di ordinanze che hanno ridisegnato la geografia della movida cittadina, introducendo limiti alla vendita di alcolici e imponendo nuovi orari di chiusura per le attività commerciali.
Provvedimenti accompagnati da controlli interforze e verifiche notturne che hanno portato alla chiusura regolare dei locali entro gli orari stabiliti.
Anche a Salerno il dibattito si è acceso attorno alla necessità di riportare equilibrio tra divertimento, sicurezza e vivibilità urbana.
Le dichiarazioni del sindaco Vincenzo De Luca sulla gestione della movida hanno però provocato la reazione del mondo imprenditoriale.
A farsi portavoce delle preoccupazioni degli operatori è stata la Fenailp Salerno, che ha chiesto un incontro ufficiale con il primo cittadino per discutere non soltanto delle possibili limitazioni agli orari, ma più in generale del futuro economico e turistico della città.
«La movida è una risorsa da governare e valorizzare, non un problema da limitare», sostiene l’associazione guidata dal presidente Gregorio Saetta, secondo cui il fenomeno non può essere affrontato esclusivamente sotto il profilo dell’ordine pubblico.
Per la Fenailp, bar, ristoranti e attività del terziario rappresentano una componente essenziale dell’economia cittadina e devono essere coinvolti nelle scelte che riguardano il settore.
Una posizione che richiama da vicino le perplessità emerse anche a Torre del Greco dopo le ordinanze firmate da Luigi Mennella.
Pur condividendo la necessità di contrastare la movida violenta, diversi operatori commerciali hanno espresso timori per le ricadute economiche delle nuove limitazioni, soprattutto in vista della stagione estiva.
È il paradosso che accomuna lo sviluppo all’ombra del Vesuvio e non solo: da una parte la necessità di fermare risse, aggressioni e fenomeni di illegalità che alimentano l’allarme sociale; dall’altra l’esigenza di non penalizzare un comparto che genera lavoro, investimenti e attrattività turistica.
Un equilibrio che oggi mette sullo stesso binario le scelte di Vincenzo De Luca a Salerno e quelle di Luigi Mennella a Torre del Greco, con i commercianti pronti a chiedere ascolto prima che le ordinanze diventino la regola e non più l’eccezione.
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