GRAGNANO
7 giugno 2026
GRAGNANO

Rottamazione, il sindaco: “Misura unica a servizio di cittadini e imprese”

Nello D'Auria parla della definizione agevolata
Marco Cirillo

Sindaco, il consiglio comunale di Gragnano ha approvato il regolamento per la definizione agevolata delle entrate del Comune di Gragnano. Qual è il senso politico e amministrativo di questa scelta?

«Il senso è molto chiaro: vogliamo offrire ai cittadini, alle famiglie, ai professionisti e alle imprese una possibilità concreta per regolarizzare la propria posizione con il Comune. In una fase economica ancora complessa, riteniamo giusto mettere in campo uno strumento che non sia solo di riscossione, ma anche di equilibrio sociale. Il regolamento, adottato ai sensi della Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, consente di intervenire sulle entrate comunali tributarie e patrimoniali non riscosse, dando ai contribuenti la possibilità di chiudere le pendenze con condizioni agevolate».

Quando parla di “definizione agevolata”, a cosa si riferisce concretamente?

«Parliamo della possibilità di estinguere debiti verso il Comune pagando quanto dovuto con 12 rate mensili, quindi 120 rate mensili. La parte più importante è che, con il perfezionamento della procedura, non sono dovute le sanzioni amministrative tributarie, gli interessi liquidati in fase di accertamento e gli interessi moratori maturati dopo la scadenza dell’avviso, nella misura del 100%».

Quali tributi e quali entrate comunali rientrano nella misura?«Il regolamento ha un campo di applicazione ampio. Sono comprese, tra le altre, entrate come IMU e ICI, TASI, TARI e TARSU, TOSAP e COSAP, imposta comunale sulla pubblicità e pubbliche affissioni, canone per l’installazione di mezzi pubblicitari, sanzioni per violazioni al Codice della Strada, sanzioni amministrative non tributarie, canone unico patrimoniale e canone per l’occupazione di aree e spazi destinati ai mercati. L’obiettivo è dare una risposta il più possibile completa alle diverse posizioni debitorie maturate nei confronti dell’Ente».

Chi può presentare domanda?

«Possono presentare domanda tutti i contribuenti interessati, compresi coloro che avevano già aderito a precedenti forme di rottamazione. Questo è un punto importante, perché non vogliamo escludere chi in passato aveva già tentato un percorso di regolarizzazione ma oggi ha ancora posizioni aperte. Il regolamento consente anche di intervenire su un singolo debito o su un singolo avviso, composto da capitale, sanzioni e interessi».

Ci sono limiti temporali sui debiti che possono essere definiti?«Sì. Sono definibili gli avvisi di accertamento esecutivi, le ingiunzioni fiscali e gli altri atti esecutivi notificati al contribuente fino al 31 marzo 2026, oppure consegnati entro la stessa data all’ufficio postale dal concessionario. È una delimitazione necessaria per rendere chiaro il perimetro della misura e consentire agli uffici e al concessionario di lavorare su basi certe».Entro quanto bisogna presentare la domanda?«La volontà di aderire alla definizione agevolata deve essere manifestata entro il 30 giugno 2026. Il contribuente dovrà utilizzare l’apposita domanda pubblicata sul sito dell’Ente, previa acquisizione del prospetto dei carichi definibili secondo le modalità indicate dal concessionario e rese disponibili attraverso il sito istituzionale».

Cosa accade dopo la presentazione della domanda?

«Dopo la presentazione dell’istanza, il concessionario comunica al contribuente l’ammissione alla definizione agevolata, indicando l’importo complessivo da versare, il piano delle eventuali rate e le relative scadenze. In caso contrario, comunica il diniego, totale o parziale. Il termine previsto dal regolamento per questa comunicazione è il 15 luglio 2026».

Il pagamento deve essere fatto tutto insieme o è possibile rateizzare?

«Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure attraverso un piano rateale. La prima rata deve essere versata entro lo stesso termine, mentre le successive hanno cadenza mensile. Abbiamo previsto un sistema di rateizzazione graduato in base all’importo: si parte da un massimo di 12 mesi per importi da 151 a 500 euro, fino ad arrivare a un massimo di 120 mesi per importi superiori a 50.001 euro».

Questa misura riguarda solo chi ha già ricevuto un avviso o anche chi vuole mettersi in regola spontaneamente?

«Il regolamento non guarda solo al passato già accertato. Abbiamo previsto anche strumenti per chi vuole regolarizzare spontaneamente la propria posizione. Con il “saldo e stralcio” viene aperta, fino al 31 dicembre 2026, la possibilità di sanare annualità non ancora oggetto di accertamento, chiedendo l’emissione degli avvisi relativi a periodi non ancora notificati. In questo modo il contribuente può regolarizzare la propria posizione senza attendere l’arrivo dell’accertamento, beneficiando dell’eliminazione di sanzioni e interessi e del piano di rateizzazione previsto dal regolamento».

Nel regolamento si parla anche di “denuncia di condono”. Di cosa si tratta?

«È una possibilità rivolta a tutti i contribuenti, compresi i titolari di partita IVA. Chi non ha denunciato la propria posizione, oppure ha presentato in passato una denuncia infedele, può regolarizzarsi entro il 31 dicembre 2026. La misura riguarda, tra gli altri, ambiti come IMU, TARI e COSAP. Il contribuente presenta la documentazione necessaria, il concessionario procede all’emissione degli avvisi per le annualità accertabili e la posizione viene regolarizzata senza aggravio di sanzioni e interessi».

È corretto dire che questa non è solo una misura contabile, ma anche un invito alla collaborazione tra Comune e cittadini?«Assolutamente sì. Il nostro obiettivo è costruire un rapporto più trasparente e collaborativo tra Ente e contribuente. Naturalmente il Comune ha il dovere di riscuotere le proprie entrate, perché da quelle risorse dipendono i servizi pubblici, la manutenzione, il funzionamento dell’amministrazione e gli interventi sul territorio. Ma questo dovere può essere esercitato anche con strumenti che tengano conto delle difficoltà reali dei cittadini e delle attività economiche. La definizione agevolata serve a questo: recuperare risorse per l’Ente e offrire una via sostenibile per mettersi in regola».

Sono previste tutele immediate per chi presenta domanda?

«Sì. La presentazione della dichiarazione produce effetti importanti: vengono sospesi, fino alla scadenza della prima o unica rata, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni; non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi o ipoteche, salvo quelli già esistenti; non possono essere avviate nuove procedure esecutive e non possono proseguire quelle già avviate, salvo il caso in cui si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo».

Cosa succede se un contribuente non paga una rata?

«Il regolamento è chiaro: in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o di una delle rate previste, la definizione agevolata non produce effetti e riprendono le attività di riscossione coattiva. Tuttavia, il pagamento è considerato tempestivo se avviene entro la scadenza della rata successiva. Le somme già versate restano acquisite come acconto sull’importo complessivamente dovuto».

E per chi aveva già una rateizzazione in corso?

«Anche chi ha già pagato parzialmente o ha una dilazione in essere può aderire alla definizione agevolata. In questi casi, per determinare l’importo dovuto, non si tiene conto delle somme già versate a titolo di sanzioni e interessi, che restano acquisite e non sono rimborsabili. Il pagamento della prima rata o dell’unica rata della definizione determina la revoca automatica della precedente dilazione, limitatamente ai debiti oggetto della nuova procedura».

Che messaggio vuole rivolgere ai cittadini di Gragnano?

«Il messaggio è semplice: informatevi, verificate la vostra posizione e, se avete pendenze, valutate questa opportunità. Non si tratta di un condono generalizzato senza regole, ma di un percorso disciplinato, con termini precisi, vantaggi concreti e responsabilità chiare. Chi aderisce può chiudere situazioni pendenti, evitare l’aggravarsi delle procedure e programmare i pagamenti in modo più sostenibile. Allo stesso tempo, il Comune può recuperare risorse utili alla collettività».

In conclusione, Sindaco, come definirebbe questa iniziativa?«La definirei una misura di responsabilità. Responsabilità dell’Ente, che sceglie di agevolare i contribuenti senza rinunciare alla tutela delle entrate pubbliche. Responsabilità dei cittadini, che hanno l’occasione di regolarizzare la propria posizione. E responsabilità verso la comunità, perché ogni euro recuperato può contribuire a migliorare i servizi, la cura della città e la solidità dei conti comunali. Gragnano ha bisogno di un rapporto leale tra amministrazione e cittadini: questa misura va esattamente in quella direzione. In sostanza si tratta di una misura unica nel suo genere ovvero non una semplice rottamazione, ma un provvedimento che abbraccia tutti le casistiche e dà risposte concrete ed efficaci da parte del Comune per chi vuole regolarizzare la propria posizione tributaria».

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