Da sindaci a «nobili decaduti»: a Torre del Greco prove di disgelo tra Borriello e Ciavolino
Torre del Greco. Sono stati gli ultimi due sindaci del centrodestra all’ombra del Vesuvio: il primo dieci anni fa, prima di essere travolto da uno scandalo giudiziario poi concluso con una piena assoluzione dopo un calvario lungo otto anni; il secondo agli inizi degli anni Duemila, quando non esisteva Facebook e Forza Italia era il primo partito a Torre del Greco.
Oggi Ciro Borriello «vivacchia» tra i banchi dell’opposizione, partecipando sporadicamente a qualche seduta del consiglio comunale; Valerio Ciavolino – incassato il voltafaccia della sua ex «pupilla» Valentina Ascione – è, invece, completamente sparito dalla scena politica cittadina.
Eppure la storia, alla vigilia del voto del 2023, sarebbe potuta essere diversa: Ciro Borriello – in corsa per tornare a guidare il Comune dopo il «tribolato» interregno di Giovanni Palomba- cercò il sostegno dell’eterno rivale, offrendo la poltrona da vicesindaco.
I giochi sembravano fatti, poi l’ex enfant prodige di Forza Italia decise a sorpresa di trasferire – voti e bagagli – la sua lista civica alla corte del centrosinistra guidato da Luigi Mennella. Una scelta infelice – solo l’ultima in ordine di tempo dello storico erede di Mario Auricchio – costata la fascia tricolore a Ciro Borriello e l’oblio politico a Valerio Ciavolino.
Tra i due, da tre anni, era calato inevitabilmente il gelo. Ma oggi lo scenario – in vista del voto del 2028 – potrebbe cambiare: «A breve mi rincontrerò con Valerio», ha confidato il chirurgo plastico di via del Monte ai suoi fedelissimi. «Con la politica attiva ho chiuso – le parole per confermare la rinuncia alla prossima corsa per la guida di palazzo Baronale -, ma la mia più grande passione è stata sempre fare l’allenatore».
E una coppia formata da Ciro Borriello e Valerio Ciavolino – gli ultimi due sindaci del centrodestra all’ombra del Vesuvio – potrebbe realmente cambiare gli equilibri politici locali. Sia nel centrodestra (o civiche mascherate che si voglia) sia nel centrosinistra.
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