Paola Perego: «Nella tv di oggi i giovani hanno poche chances»
INCONTRI DI VALORE
8 giugno 2026
INCONTRI DI VALORE

Paola Perego: «Nella tv di oggi i giovani hanno poche chances»

Dalla televisione alla scrittura, la conduttrice si racconta attraverso il libro "A modo mio". Una riflessione su carriera, libertà, compromessi e sul coraggio di restare fedeli a se stessi
Alessandra Boccia

Ci sono carriere costruite seguendo percorsi lineari e altre che nascono da deviazioni impreviste, da scelte coraggiose e, talvolta, controcorrente. È il caso di Paola Perego, volto storico della televisione italiana, protagonista all’Habita79 di Pompei nell’ambito della rassegna Incontri di Valore per presentare il suo libro “A modo mio”, un racconto personale che diventa anche una riflessione sul valore dell’autenticità e sulla capacità di affrontare il cambiamento senza rinunciare ai propri principi.

Nel corso dell’incontro, la conduttrice ha ripercorso alcune tappe significative della sua vita professionale e privata, offrendo uno sguardo sincero su successi, errori e decisioni che hanno contribuito a costruire il suo percorso.

Il coraggio delle scelte controcorrente

Il titolo del libro non è casuale. “A modo mio” racconta una filosofia di vita che Paola Perego ha cercato di seguire lungo tutta la sua carriera. E quando le viene chiesto quale sia stata la scelta più controcorrente compiuta negli anni, la risposta arriva senza esitazioni. «Ne ho fatte tante», racconta. Tra queste ricorda l’abbandono di “Calciomania”, programma Mediaset che conduceva nei primi anni della sua carriera.

Una decisione presa dopo che alcune promesse professionali non furono mantenute. «Prima di registrare la puntata ho chiesto spiegazioni e poi sono andata a casa. Non avevo nessun altro lavoro pronto. Successivamente sono arrivata a Telemontecarlo e forse quella scelta si è rivelata la mia fortuna». Una decisione rischiosa che, col senno di poi, le ha permesso di ampliare il proprio percorso professionale, lavorando in realtà televisive differenti e costruendo una carriera più ricca e articolata.

L’umiltà come bussola

Tra i tanti insegnamenti maturati in oltre quarant’anni di lavoro, ce n’è uno che Paola Perego considera irrinunciabile. «L’umiltà», risponde senza esitazioni quando le viene chiesto quale valore non abbia mai negoziato.

Una parola semplice ma centrale nella sua visione del mondo. «Non sopporto le persone arroganti, prepotenti e maleducate». Un principio che attraversa tanto la dimensione professionale quanto quella personale e che emerge più volte nel corso della conversazione. In un ambiente spesso associato all’apparenza e alla competizione, la conduttrice rivendica il valore della semplicità e del rispetto verso gli altri come elementi imprescindibili.

Gli errori che non rifarebbe

Contrariamente a una delle frasi più diffuse quando si guarda al passato, Paola Perego non appartiene alla categoria di chi sostiene che rifarebbe tutto esattamente allo stesso modo. «Ho fatto un sacco di errori e tante cose non le rifarei», ammette con schiettezza. Alcune scelte professionali verrebbero probabilmente riviste, così come alcuni atteggiamenti che oggi osserva con maggiore consapevolezza.

«Ero molto timida e spesso restavo tre passi indietro. Vorrei tornare a vent’anni con la consapevolezza che ho oggi, anche se naturalmente non è possibile». Una riflessione che restituisce un’immagine autentica della conduttrice: una donna capace di riconoscere i propri limiti e di guardare al passato senza idealizzarlo.

Un sogno diverso dalla televisione

Curiosamente, il grande sogno della giovane Paola Perego non aveva nulla a che fare con il mondo dello spettacolo. «Volevo fare l’architetto d’interni», racconta. La televisione è arrivata quasi per caso, attraverso il lavoro nella moda e alcune opportunità professionali che si sono presentate lungo il cammino.

«Pensavo fosse qualcosa di temporaneo, un modo per guadagnare in attesa di trovare un lavoro serio. Poi sono passati quarantadue anni». La passione per la conduzione, spiega, è nata proprio praticando questo mestiere. Una vocazione scoperta strada facendo e trasformata in una professione che oggi considera parte integrante della propria identità.

Rubare il mestiere ai migliori

Parlando ai giovani che desiderano intraprendere una carriera televisiva, Paola Perego offre un consiglio semplice ma prezioso. «Bisogna guardare quelli bravi e rubare il mestiere». Ricorda gli anni degli esordi, quando trascorreva intere notti negli studi televisivi osservando professionisti affermati.

«Stavo seduta lì a guardarli. Non c’è un altro modo. Devi osservare, ascoltare e imparare». Per la conduttrice, l’esperienza diretta resta ancora oggi la migliore palestra possibile. In un settore dove non esistono formule magiche, l’attenzione ai dettagli e la capacità di apprendere dagli altri rappresentano strumenti fondamentali di crescita.

Fare a “modo mio”

Alla fine, il messaggio che emerge dall’incontro coincide perfettamente con il titolo del libro. Fare a modo proprio non significa rifiutare il confronto o ignorare le difficoltà. Significa piuttosto mantenere una coerenza profonda con i propri valori, anche quando questo comporta rinunce o momenti di incertezza.

«Non ho mai accettato compromessi», afferma. Una scelta che talvolta ha rallentato il suo percorso professionale e che l’ha portata ad attraversare periodi complessi. Eppure, guardandosi indietro, non sembra avere dubbi. «La mia carriera è stata lenta e travagliata, come una montagna russa. Però la mattina mi guardo allo specchio».

Una frase semplice che racchiude forse il significato più autentico di “A modo mio”: il successo può assumere forme diverse, ma nessun risultato vale quanto la serenità di restare fedeli a se stessi.