Tony Maiello, il ritorno alle origini: «Quanta strada fatta fino a qui»
Ci sono artisti che inseguono il successo e altri che, dopo averlo conosciuto molto presto, imparano a cercare qualcosa di più profondo. Tony Maiello appartiene a questa seconda categoria.
Cantautore stabiese, vincitore di Sanremo Giovani nel 2010 con Il linguaggio della resa e autore di brani interpretati da alcuni dei nomi più importanti della musica italiana, oggi guarda al proprio percorso con una consapevolezza diversa. La sua visione è fatta di esperienza, famiglia e radici ritrovate.
Il suo racconto parla di un cammino costruito passo dopo passo. «Se dovessi trovare un momento esatto in cui è nata questa passione non saprei dirlo», racconta. Da bambino cresce tra la chiesa, i circoli e il teatro. È proprio dal palcoscenico teatrale che muove i primi passi, prima di capire che la sua strada sarebbe stata un’altra. «Tra uno spettacolo e l’altro cantavo. Poi sono arrivati i piano bar e le prime esperienze. La musica è stata un richiamo continuo». L’incontro decisivo arriva con la musica di Alex Baroni. L’ascolto di un suo disco, scoperto da giovanissimo, accende una scintilla destinata a non spegnersi più. «Ascoltando quell’album ho pensato: voglio fare questo. Voglio cantare».
Da X Factor a Sanremo: il successo e la crescita personale
Quella passione lo porterà prima a X Factor e poi sul palco dell’Ariston. Tuttavia, il successo arrivato poco dopo i vent’anni si rivela tanto esaltante quanto difficile da gestire.«Sanremo è stato un frullatore di emozioni», confessa. «Ricordo che dopo la vittoria non ho dormito fino al giorno successivo». Un’esperienza straordinaria che lo ha costretto a confrontarsi con una crescita improvvisa. «Ho bruciato un po’ le tappe. Oggi probabilmente mi prenderei più tempo per affrontare certe emozioni».
Guardando al ragazzo che era nel 2010, Maiello non rinnega nulla. Anzi, considera anche gli errori parte fondamentale del suo cammino. «Cambierei poco o niente, perché tutto mi ha portato a essere quello che sono oggi». Nel frattempo è diventato padre e ha trovato un equilibrio diverso tra vita privata e carriera. «Il successo non è mai stato il mio unico obiettivo. Ho sempre desiderato una famiglia. La musica è fondamentale, ma lo sono anche le persone che ami».
La scrittura come necessità autentica
Parallelamente alla carriera da cantante, Tony Maiello si è affermato come autore. Ha firmato canzoni per artisti del calibro di Laura Pausini, Giorgia, Marco Mengoni e Francesco Renga. Per lui la scrittura non è mai un esercizio tecnico. Ogni testo nasce da una necessità autentica. «Non scrivo mai in funzione di scrivere. Cerco sempre di lasciare qualcosa a chi ascolta. Che sia una riflessione, una speranza o semplicemente una compagnia in un momento difficile».
L’ispirazione arriva soprattutto di notte. Da quasi vent’anni mantiene abitudini che definisce sorridendo insolite. «Vado a dormire alle tre o alle quattro del mattino e mi sveglio alle otto. La notte è il momento in cui riesco a scrivere meglio. Nel silenzio riesco ad ascoltare i miei pensieri».
Molte delle sue canzoni nascono da esperienze personali. È il caso di Come neve, interpretata da Giorgia e Marco Mengoni. Dietro il verso «Quello che sono l’ho imparato da te» si nasconde il ricordo del nonno, figura fondamentale della sua crescita. «Sono cresciuto con lui e con mia nonna. Mi ha insegnato tantissimo, come uomo e come padre».
Il ritorno alle radici e la nuova musica
Altrettanto significativa è la frase contenuta ne Il coraggio di andare, scritta per Laura Pausini: «Niente e nessuno può rubarti il futuro». Una convinzione che l’artista continua a ripetersi ancora oggi. «Ci sono stati momenti in cui il sistema musicale mi ha fatto vacillare, ma quella frase mi ricorda che, se continui a seminare, prima o poi raccogli».
Oggi Maiello sta lavorando a nuova musica. Dopo anni trascorsi lontano dalla sua città, ha scelto di tornare a vivere a Castellammare di Stabia. Un ritorno che ha influenzato profondamente anche il suo modo di creare. «Ho sentito l’esigenza di tornare ai suoni che mi hanno accompagnato da bambino. Sono cresciuto tra Salvatore Di Giacomo e la canzone classica napoletana. Quel folklore ce l’ho nel sangue».
Il nuovo progetto fonde elementi contemporanei e tradizione. Le sonorità guardano all’estero senza perdere il legame con le proprie radici.
Tony Maiello e la musica di oggi
Nel corso dell’intervista emerge anche una riflessione sul mondo della musica contemporanea. Secondo Maiello, non sono cambiate soltanto le canzoni, ma soprattutto il modo in cui vengono ascoltate. «Una volta, se non passavi in radio, era difficile emergere. Oggi può bastare TikTok per cambiare la carriera di un artista». Si tratta di un sistema più veloce, immediato e spesso più effimero. Eppure, resta convinto che la qualità possa ancora trovare il suo spazio.
Alla domanda finale su quale frase sceglierebbe per raccontare il Tony Maiello di oggi, la risposta arriva senza esitazioni: «Quanta strada fatta fino a qui». Non è una frase celebrativa. È il riconoscimento di un percorso fatto di successi, cadute, cambiamenti e crescita personale.
«Ho imparato a dirmi bravo ogni tanto», racconta. Per una persona che si definisce molto autocritica, è forse uno dei traguardi più significativi raggiunti negli ultimi anni. Ed è probabilmente questa la lezione più bella che emerge dalla sua storia: il talento apre le porte, ma sono la capacità di rialzarsi, la fedeltà a sé stessi e il coraggio di tornare alle proprie radici a dare davvero significato al viaggio.

