Cocaina da Torre Annunziata a Castellammare di Stabia, i giudici: «Affare da 10 milioni»
CRONACA
9 giugno 2026

Cocaina da Torre Annunziata a Castellammare di Stabia, i giudici: «Affare da 10 milioni»

Le motivazioni della sentenza che hanno portato alla condanna di 16 narcos.
Michele De Feo

Un’organizzazione capace di movimentare ingenti quantitativi di cocaina tra Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, i comuni vesuviani e il basso Salernitano, alimentando un mercato della droga che avrebbe generato profitti superiori ai 10 milioni di euro. È il quadro delineato dal gup del Tribunale di Torre Annunziata, Emanuela Cozzitorto, nelle oltre mille pagine di motivazioni depositate a sostegno della sentenza, pronunciata lo scorso febbraio del processo “Amico mio”, che si è concluso con condanne complessive a 82 anni di carcere nei confronti di 16 imputati accusati di spaccio di droga.

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Le motivazioni ripercorrono il lavoro investigativo che ha consentito di ricostruire la rete di approvvigionamento e distribuzione della droga tra le province di Napoli e Salerno. Un sistema che, secondo il giudice, operava attraverso una struttura organizzata e stabile, in grado di garantire il rifornimento continuo delle piazze di spaccio e di eludere i controlli grazie all’utilizzo di telefoni intestati a terzi, linguaggio criptico e nascondigli ritenuti sicuri. Al centro dell’inchiesta figurano Luciano Polito e Silverio Onorato, già detenuti dal 2021 nell’ambito delle indagini sul cosiddetto “Terzo Sistema” del rione Moscarella di Castellammare di Stabia.

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Secondo gli investigatori, proprio da quel quartiere partiva una parte significativa del traffico di stupefacenti destinato a numerose piazze della provincia di Napoli. Le indagini hanno inoltre documentato i rapporti con Ciro Gargiulo, narcotrafficante ucciso a Lettere nel 2023, ritenuto uno dei fornitori di marijuana del gruppo, e con il narciso di Torre Annunziata Nino Germignani, indicato come uno dei principali canali di approvvigionamento della cocaina. Le oltre mille pagine della sentenza ricostruiscono anche il ruolo dei corrieri incaricati del trasporto della droga, effettuato attraverso autovetture dotate di scomparti segreti, e descrivono le strategie adottate per occultare lo stupefacente.

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In alcuni casi, secondo quanto emerso dalle indagini, venivano utilizzate abitazioni di soggetti incensurati o anziani per custodire la cocaina, mentre altri indagati sfruttavano particolari condizioni familiari per allontanare eventuali sospetti. Il giudice ha ritenuto provata la responsabilità degli imputati per numerosi episodi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, pronunciando condanne che, pur inferiori alle richieste formulate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno confermato l’impianto accusatorio costruito nel corso dell’inchiesta. Ora il collegio difensivo composto dagli avvocati Mariano Morelli, Antonio Iorio, Alfonso Abagnale, Roberto cuomo e Giuliano Sorrentino, potrà impugnare la sentenza in Corte d’Appello.