Quattro Altari a Torre del Greco: a palazzo Baronale il “cantiere di Dio” racconta le ferite del presente
Torre del Greco. Un grande cantiere aperto ai piedi dell’Eucaristia, tra impalcature, attrezzi da lavoro, simboli urbani e figure segnate dalla fragilità sociale.
È un’opera che parla il linguaggio del presente quella realizzata da Antonino Ammendola nel parcheggio del Palazzo Baronale, sede istituzionale del Comune di Torre del Greco, per la Festa dei Quattro Altari 2026.
L’altare, dal titolo “Il cantiere di Dio, io ti aiuto!”, si presenta come una potente allegoria delle emergenze che attraversano la società contemporanea.
In basso domina la figura di un operaio inginocchiato, impegnato nel lavoro all’interno di un’area di cantiere: un richiamo immediato alla dignità del lavoro e alle difficoltà che ancora oggi accompagnano il mondo occupazionale.
Attorno a lui si sviluppa una narrazione fatta di simboli e contraddizioni: il cartello “cercasi personale” si affianca alle immagini del disagio, della marginalità e della solitudine, mentre sullo sfondo compaiono giovani figure raccolte in atteggiamenti che evocano smarrimento e vulnerabilità.
L’opera affronta così temi di stringente attualità, dalla precarietà economica alle nuove povertà, fino alle inquietudini che attraversano il mondo giovanile e che troppo spesso sfociano in fenomeni di violenza, emarginazione e perdita di riferimenti.
Al centro della composizione, poi, emerge una risposta precisa: l’ostensorio con il monogramma di Cristo e la mano che lo sostiene diventano il fulcro simbolico dell’intero racconto visivo.
È il segno di una presenza che accompagna e sostiene l’uomo nel suo cammino, trasformando il cantiere terreno in un percorso di costruzione spirituale.
La collocazione dell’altare nel cuore amministrativo della città aggiunge ulteriore forza al messaggio dell’artista.
L’opera dialoga infatti con gli spazi istituzionali del Comune, quasi a richiamare la necessità di una responsabilità condivisa nella costruzione di una comunità più attenta alle fragilità sociali e alle esigenze delle nuove generazioni.
Con il completamento del lavoro di Ammendola, prende sempre più forma il percorso artistico della Festa dei Quattro Altari.
Già visibile in via Principal Marina l’altare realizzato da Francesco Scognamiglio intitolato “Coraggio, alzati, ti chiama”, mentre nelle prossime ore saranno completate e inaugurate anche le opere di largo Costantinopoli e, infine, di piazza Luigi Palomba.
Accanto ai quattro altari troveranno spazio anche i tradizionali tappeti artistici, altra espressione caratteristica della manifestazione. Le opere sono firmate da Vincenzo Borrelli, presso la parrocchia di Santa Maria di Portosalvo, con “Eucarestia fonte di luce e di salvezza”; da Antonio Caso, nell’ex biblioteca della villa comunale Ciaravolo, con “Dall’altare alle strade… Eucarestia cuore pulsante della chiesa”; da Raffaele Panariello, al museo Mac³, autore de “La comunione della misericordia”; e da Sergio Eco, al Palazzo Baronale, con “Il dono della vita”.
La città entra così sempre più nel clima della sua festa più identitaria. Tra impalcature che diventano arte e simboli che si trasformano in racconto collettivo, Torre del Greco si prepara a vivere giorni in cui fede, tradizione e creatività torneranno a incontrarsi lungo le strade del centro storico.

