Meta, odore anomalo nel pasto della mensa: rimborsi alle famiglie
IL CASO NELLA SCUOLA
11 giugno 2026
IL CASO NELLA SCUOLA

Meta, odore anomalo nel pasto della mensa: rimborsi alle famiglie

Dopo la segnalazione dei giorni scorsi, il Comune avvia verifiche con l’Asl e dispone la restituzione del costo del pranzo agli utenti
Marco Cirillo

Un odore sospetto nel piatto, gli accertamenti dell’Asl e il rimborso alle famiglie. Dopo l’episodio segnalato il 4 giugno nel servizio di refezione scolastica, il Comune di Meta interviene con una nota ufficiale ai genitori. Annunciando verifiche in corso e il rimborso del costo del pasto a tutti gli utenti che lo avevano pagato.

L’alimento con odore anomalo
Al centro della vicenda c’è la somministrazione di un alimento che avrebbe presentato anomalie. Nel documento diffuso dall’amministrazione si legge che «in data 4 giugno, è stato segnalato un episodio riguardante il servizio di refezione scolastica». E che si tratta della «somministrazione di un alimento che presentava un odore anomalo».

L’intervento del Comune
Ricevuta la segnalazione del personale scolastico addetto alla mensa, il Comune afferma di essere intervenuto «tempestivamente, contestando formalmente l’accaduto alla ditta affidataria del servizio e richiedendo ogni necessario chiarimento».

Gli accertamenti dell’Asl
Parallelamente sono stati coinvolti gli organismi competenti. Nella nota si sottolinea che «sono stati attivati tutti gli organi competenti». E che «l’Asl sta svolgendo tutti gli accertamenti necessari per la tutela della salute pubblica».

Il rimborso alle famiglie
Pur in assenza di conclusioni definitive, l’amministrazione ha deciso un primo provvedimento. «È stato disposto il rimborso del costo del pasto relativo alla giornata del 4 giugno a tutti gli utenti che ne avevano sostenuto il pagamento». Una scelta adottata, precisa il Comune, «senza anticipare giudizi» sull’esito delle verifiche.

Trasparenza e monitoraggio
L’amministrazione assicura inoltre che continuerà a monitorare la situazione. Seguendo «con la massima attenzione l’evoluzione degli accertamenti». E garantendo alle famiglie «la massima trasparenza» sui futuri sviluppi.