Scavi di Pompei, cantiere-scuola per il restauro di un mosaico
PARCO ARCHEOLOGICO
11 giugno 2026
PARCO ARCHEOLOGICO

Scavi di Pompei, cantiere-scuola per il restauro di un mosaico

Al via la prima campagna di restauro con gli allievi dell’Università della Calabria nell’ambito della collaborazione con il Parco.
Vincenzo Lamberti

Tra frammenti di mosaico antico e nuove mani che imparano a restaurare il passato. È iniziata a Pompei la prima campagna di restauro nella Casa di M. Epidius Rufus (IX, 1, 20), che vede protagonisti gli studenti dell’Università della Calabria del corso magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, abilitante alla professione di restauratore.

La collaborazione con l’Università della Calabria
L’intervento si inserisce in una convenzione attiva da sei anni tra il Parco archeologico di Pompei e il Dipartimento DiBEST dell’ateneo calabrese, un percorso stabile di collaborazione tra ricerca, formazione e tutela del patrimonio.

L’intervento sul mosaico
Le attività si concentrano su un mosaico all’interno dell’ambiente S della domus. Dove è previsto un intervento di manutenzione straordinaria mirato al ristabilimento statico del tessuto musivo. Un’operazione delicata che unisce competenze scientifiche e pratica sul campo. Consentendo agli studenti di lavorare direttamente su uno dei siti archeologici più importanti al mondo.

Formazione e tutela del patrimonio
Il cantiere didattico rappresenta un passaggio significativo nel percorso formativo dei futuri restauratori. Chiamati a confrontarsi con materiali fragili e tecniche conservative che richiedono precisione e responsabilità. Allo stesso tempo, l’intervento contribuisce alla salvaguardia di un patrimonio unico. Dove ogni tessera racconta una parte della vita quotidiana dell’antica Pompei.

La strategia del Parco archeologico
Il progetto si inserisce nella più ampia strategia di valorizzazione del Parco archeologico, guidato da Gabriel Zuchtriegel. Che punta a integrare attività di ricerca, didattica e conservazione in una gestione dinamica del sito.

Un investimento sulle competenze
L’esperienza si arricchisce così di una dimensione ancora più formativa e sperimentale. Offrendo agli studenti la possibilità di confrontarsi con metodologie avanzate e con la complessità reale di un intervento su un bene archeologico. Un percorso che rafforza il legame tra università e istituzioni culturali. E che contribuisce alla trasmissione delle competenze necessarie alla tutela del patrimonio per le generazioni future.