Torre Annunziata: distributore nautico mai attivato, Ipeven ricostruisce l’iter
Quasi vent’anni di autorizzazioni, concessioni e contenziosi. La vicenda del distributore nautico del porto di Torre Annunziata affonda le sue radici nei primi anni Duemila. Oggi, dopo l’incendio che ha riacceso l’attenzione sul tema dei rifornimenti in ambito portuale, torna al centro del dibattito cittadino.
A ricostruire il percorso è l’avvocato Giovanni Micera dello studio associato Stravino-De Filippis-Micera, legale della Ipeven. Se per i diportisti il distributore mai entrato in funzione rappresenta una promessa incompiuta, per Ipeven la questione riguarda un’infrastruttura già esistente. La società è concessionaria di un’area demaniale marittima al molo di ponente.
Secondo la società, l’impianto di distribuzione carburanti non è un’opera da realizzare. Si tratterebbe invece di una struttura già autorizzata e presente nel porto. L’impianto sarebbe destinato non soltanto al diporto, ma anche alle attività marittime e cantieristiche.
Secondo quanto evidenziato dal legale, l’impianto svolgerebbe una funzione di interesse pubblico. Sarebbe infatti in grado di servire una pluralità di utenze legate all’economia del mare. Nella ricostruzione viene richiamata una nota dell’Ufficio circondariale marittimo di Torre Annunziata del 2023. Secondo il documento, sul territorio comunale non sarebbero presenti altri impianti nautici operativi.
L’iter amministrativo
La vicenda amministrativa entra nel vivo nel 2021. In quell’anno la società avvia il procedimento per il rinnovo della concessione demaniale e per la definizione della variazione funzionale dell’area. Nel 2022 l’Ufficio circondariale marittimo esprime parere favorevole alla richiesta di ampliamento. La richiesta viene ritenuta compatibile con le esigenze del porto e con la sicurezza della navigazione.
Nello stesso anno la Regione Campania rilascia la concessione demaniale. Il provvedimento comprende anche l’impianto di distribuzione carburante.Successivamente una commissione composta da Capitaneria di porto, Provveditorato interregionale e vigili del fuoco effettua le verifiche tecniche previste dalla normativa. Secondo la documentazione richiamata dalla società, l’impianto viene collaudato con esito favorevole.
Nel 2023 Ipeven presenta al Suap del Comune di Torre Annunziata la richiesta di collaudo quindicennale. Contestualmente domanda l’autorizzazione all’esercizio provvisorio.«La società non ha mai chiesto di operare senza controlli, ma che l’impianto fosse verificato e autorizzato nel rispetto delle prescrizioni tecniche e di sicurezza», spiega Micera.
L’iter però si interrompe quando il Comune ritiene che la prolungata inattività dell’impianto abbia comportato la decadenza delle autorizzazioni petrolifere. Nel gennaio 2024 viene adottato il relativo provvedimento. L’atto viene poi impugnato davanti al Tar Campania. Il giudizio di merito è ancora pendente.
Il tema della sicurezza
Al centro della vicenda resta soprattutto il tema della sicurezza.Secondo Ipeven, l’assenza di un punto di rifornimento autorizzato spinge gli utenti verso modalità alternative. Tra queste vi sarebbe il trasporto di benzina e gasolio in taniche acquistate presso distributori stradali. I carburanti verrebbero poi travasati sulle imbarcazioni.
Una pratica che, secondo la società, aumenta i rischi di incendio, esplosione e sversamenti in mare.Per questo Ipeven chiede una decisione definitiva. «Gli enti competenti indichino con chiarezza gli eventuali ostacoli tecnici e amministrativi da superare oppure consentano la riattivazione controllata dell’impianto».La società propone inoltre la convocazione di un tavolo tecnico. Dovrebbero partecipare Regione Campania, Comune di Torre Annunziata, Autorità marittima, vigili del fuoco e Agenzia delle dogane.
Mentre il contenzioso prosegue, il distributore resta fermo. Il porto continua così a convivere con una questione che, secondo la società, riguarda la sicurezza e la competitività dell’intero scalo oplontino.

