Bimbo trapiantato, interdizione per i due medici indagati
I provvedimenti cautelari e le accuse di falso
Il gip di Napoli, Mariano Sorrentino, ha disposto l’interdizione temporanea della professione medica per i due cardiochirurghi coinvolti nella vicenda del piccolo Domenico: Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. La misura prevede 12 mesi per Oppido e 7 mesi per Bergonzoni. Secondo i carabinieri del Nas e la Procura di Napoli, i medici avrebbero attestato circostanze non corrispondenti al vero nel referto operatorio relativo al trapianto di cuore. Avrebbero infatti attestato falsamente di avere eseguito operazioni di cannulazione e circolazione extracorporea solo dopo l’arrivo dell’equipe giunta da Bolzano. Secondo le indagini invece, queste operazioni sarebbero cominciate prima. Oltre al presunto reato di falso, i medici risultano indagati anche per omicidio colposo in concorso insieme con altri cinque medici.
Le parole del legale della famiglia Caliendo
L’avvocato della famiglia del piccolo Domenico, Francesco Petruzzi, ha espresso soddisfazione per il provvedimento: «Il fatto che il giudice abbia applicato il massimo della durata prevista dal codice per di questa misura cautelare ci rende fiduciosi sulla tenuta della misura stessa davanti al tribunale del Riesame». L’avvocato ha inoltre lodato il lavoro degli inquirenti e ha affermato: «Voglio sottolineare che è la prima volta che in questo procedimento giudiziario si manifesta un comportamento doloso. So che il giudice, nell’ordinanza di circa 70 pagine, ha definito il dottore Guido Oppido ‘un prevaricatore’».
L’incidente probatorio
Il 10 giugno si è concluso l’incidente probatorio disposto dal gip Sorrentino sui due cuori del bimbo: quello giunto congelato da Bolzano a causa del ghiaccio secco e quello malato del piccolo Domenico. L’incidente si è svolto al Policlinico di Bari e il deposito delle relazioni sugli esami eseguiti è previsto circa per metà ottobre. Agli accertamenti hanno preso parte anche i consulenti nominati dagli indagati e dalla famiglia Caliendo-Mercolino. Secondo il medico legale della famiglia, gli accertamenti avrebbero evidenziato i segni di necrosi provocati dal ghiaccio secco e anche i segni determinati dall’uso prolungato dell’Ecmo.
Il risarcimento
Contemporaneamente il procedimento extragiudiziale sul risarcimento è giunto alle battute finali. Il procedimento, che vede contrapposti l’ospedale Monaldi e il legale della famiglia, dovrebbe terminare il primo luglio dopo un ulteriore incontro di approfondimento, fissato per il 22 giugno.

