Torre Annunziata, porto senza distributore: «Così si ferma lo sviluppo»
L'appello
12 giugno 2026
L'appello

Torre Annunziata, porto senza distributore: «Così si ferma lo sviluppo»

L’ex presidente Ascom, Fabio Boccia, denuncia anni di ritardi e chiede una revisione complessiva dello sviluppo dello scalo oplontino
Antonio Di Martino

«Il problema non è soltanto la pompa di benzina. Il problema è che da vent’anni Torre Annunziata continua a perdere occasioni di sviluppo e posti di lavoro».

Fabio Boccia, ex presidente dell’Ascom, torna sul tema del porto. Punta l’attenzione sulle opportunità mancate che, a suo giudizio, hanno frenato la crescita dello scalo oplontino.

Da diportista ed ex rappresentante delle attività produttive cittadine, Boccia ricorda come il tema del distributore nautico fosse già al centro delle discussioni quando guidava l’associazione dei commercianti.

«Già allora si parlava della necessità di realizzare un distributore per accompagnare lo sviluppo dell’intera area portuale. Un porto come quello di Torre Annunziata non può essere privo di un servizio del genere».

Le criticità dello scalo

Secondo l’ex presidente Ascom, negli anni si sono susseguiti incontri e confronti con diverse amministrazioni. Tuttavia, non si è mai arrivati a una soluzione concreta.

«Con il Comune non si è mai riusciti a concludere incontri davvero produttivi. Tutto si è fermato alle parole e a questioni burocratiche che hanno bloccato qualsiasi passo avanti».

Per Boccia, a pagare il prezzo di questa situazione non sono soltanto gli imprenditori che hanno investito nel porto. A rimetterci è soprattutto una città che continua a fare i conti con la mancanza di lavoro.

«Si sta bloccando lo sviluppo economico di Torre Annunziata. Dobbiamo sfruttare la risorsa mare, perché è quella che può creare occupazione e opportunità per i giovani».

Le critiche si estendono anche alla gestione complessiva dello scalo.
«L’esodo delle imbarcazioni non dipende soltanto dall’assenza della pompa di benzina. Nel progetto del waterfront non si è tenuto adeguatamente conto dei fondali e delle potenzialità della darsena.

Si potevano creare nuovi posti barca, installare servizi essenziali e generare nuove occasioni di lavoro».

L’appello ai commissari

Secondo Boccia, Torre Annunziata continua a pagare un deficit di servizi rispetto agli altri porti del Golfo.

«Siamo il porto con meno servizi e con il minor fatturato del territorio. Il diportista straniero preferisce scegliere altri approdi. I giovani che vogliono avvicinarsi al mondo della nautica vanno altrove invece di restare qui».

Da qui l’appello ai commissari che oggi guidano il Comune.
«Le amministrazioni che si sono succedute non sono state capaci di risolvere questi problemi. Adesso serve un cambio di passo. Bisogna aprire il confronto con cittadini, associazioni e operatori del settore e rivalutare complessivamente la questione porto».

Per Boccia il tema va ben oltre il distributore nautico. «Il porto può diventare un motore economico fondamentale per Torre Annunziata. Significa lavoro, turismo, servizi e sviluppo. Continuare a rinviare le decisioni significa perdere un’opportunità che la città non può più permettersi di sprecare».