Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine: cinque esemplari tornano in mare al largo di Ischia
PROGETTO LIFE OASIS
15 giugno 2026
PROGETTO LIFE OASIS

Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine: cinque esemplari tornano in mare al largo di Ischia

Un ritorno alla libertà nel giorno dedicato alla loro tutela
Asia Schettino

Martedì 16 giugno, in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine, la Stazione Zoologica Anton Dohrn libererà al largo dell’isola di Ischia Carlo, Mbappè, Paola, Egidio e Missy, esemplari soccorsi, curati e riabilitati presso il Turtle Point di Portici, Centro Ricerche Tartarughe Marine della SZN. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno e con il supporto della Guardia Costiera, con l’obiettivo di celebrare il recupero degli animali ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle minacce che mettono a rischio la sopravvivenza delle tartarughe marine.

Un incontro per promuovere la cultura della conservazione

Prima della liberazione, a Forio d’Ischia, presso la Sala Marinai d’Italia dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, si terrà un incontro rivolto a pescatori, operatori marittimi e cittadini. L’appuntamento sarà dedicato alla diffusione di buone pratiche per la tutela degli ecosistemi marini e alla promozione di comportamenti responsabili capaci di ridurre l’impatto delle attività umane sul mare. L’evento rappresenta un’occasione per rafforzare il dialogo tra istituzioni, comunità locali e operatori del settore, figure fondamentali nella salvaguardia della biodiversità marina.

Le minacce per le tartarughe marine

Durante il loro ciclo vitale, le tartarughe marine devono affrontare numerosi pericoli di origine antropica. L’inquinamento luminoso può compromettere la schiusa dei nidi e l’orientamento dei piccoli verso il mare, mentre la presenza di plastica e rifiuti galleggianti rappresenta una minaccia costante durante la fase giovanile. A questi rischi si aggiungono la cattura accidentale nelle attività di pesca, gli impatti con le imbarcazioni e l’intrappolamento in reti, lenze e attrezzi da pesca dispersi. Tra le emergenze più gravi figurano oggi i rifiuti marini e le cosiddette “reti fantasma”, responsabili ogni anno del ferimento e della morte di numerosi esemplari.

Il contributo del progetto Life OASIS

Per contrastare questi fenomeni, la Stazione Zoologica Anton Dohrn partecipa al progetto europeo Life OASIS, dedicato alla riduzione degli impatti causati dagli attrezzi da pesca abbandonati in mare. L’iniziativa punta a migliorare la conservazione delle specie marine vulnerabili attraverso attività di monitoraggio, prevenzione e sensibilizzazione. Le storie delle cinque tartarughe che torneranno in libertà testimoniano concretamente l’importanza di questi interventi e il valore della rete di soccorso costruita negli anni.

Carlo, salvato dalla malattia da decompressione

Tra i protagonisti della liberazione c’è Carlo, un giovane esemplare di circa 17 chilogrammi recuperato dopo una cattura accidentale durante una battuta di pesca a strascico. Grazie alla tempestiva segnalazione del pescatore e al rapido intervento del Turtle Point, è stato possibile diagnosticare una grave forma di malattia da decompressione. Si tratta di una patologia che colpisce le tartarughe riportate in superficie troppo velocemente dalle reti da pesca. Senza un intervento specialistico, le possibilità di sopravvivenza sarebbero state estremamente ridotte.

Mbappè, una nuova vita nonostante la perdita della vista

Mbappè, giovane femmina di circa 40 chilogrammi, è stata anch’essa vittima di una cattura accidentale. Al momento del recupero presentava una grave lesione all’occhio sinistro che ha compromesso definitivamente la vista da quel lato. Nonostante il danno permanente, gli studi condotti negli anni dimostrano che le tartarughe con lesioni oculari monolaterali possono continuare a nutrirsi e vivere con successo in ambiente naturale. Dopo il percorso di riabilitazione, Mbappè è pronta a tornare in mare.

Paola, un anno di cure per superare gravi ferite

Particolarmente complessa è stata la storia di Paola, recuperata nelle acque della provincia di Latina in condizioni critiche. L’esemplare presentava una frattura esposta dell’omero destro e una profonda lesione del carapace, compatibili con un impatto contro un’imbarcazione. Dopo circa un anno di cure veterinarie e un lungo percorso di recupero funzionale, Paola ha riacquistato una capacità natatoria sufficiente per affrontare nuovamente la vita in mare aperto.

Egidio, vittima delle ‘reti fantasma’

Egidio, giovane tartaruga di circa sei chilogrammi, è stata trovata alla deriva nelle acque di Sapri con una pinna gravemente lesionata da materiale di origine antropica. Il suo caso rappresenta uno degli effetti più evidenti dell’abbandono di reti e attrezzi da pesca in mare. Grazie alle cure ricevute nell’ambito delle attività collegate al progetto Life OASIS, la funzionalità della pinna è stata quasi completamente recuperata, consentendo all’animale di ritrovare l’autonomia necessaria per il ritorno in libertà.

Missy, salvata da un pescatore

Missy è stata recuperata durante l’inverno nei pressi di Capo Miseno. Al momento del ritrovamento si trovava in uno stato di forte ipotermia e profonda sonnolenza che ne metteva seriamente a rischio la sopravvivenza. Determinante è stata la sensibilità di un pescatore che ha segnalato tempestivamente la presenza dell’animale, permettendo agli operatori di intervenire e avviare il percorso di recupero.

Un messaggio di responsabilità collettiva

La liberazione di Carlo, Mbappè, Paola, Egidio e Missy è il simbolo dell’efficacia della rete di soccorso e recupero che coinvolge ricercatori, veterinari, pescatori, istituzioni e cittadini. Ogni tartaruga restituita al proprio habitat racconta una storia di successo, ma ricorda anche quanto sia ancora elevato il numero di esemplari che subiscono conseguenze spesso mortali a causa dell’inquinamento, della pesca accidentale e delle altre pressioni esercitate dall’uomo sugli ecosistemi marini. Una vittoriosa rivoluzione verso la responsabilità collettiva per garantire un futuro alle tartarughe marine e alla biodiversità del Mediterraneo.