Savoia, nodo stadio tra ok tecnici e parere negativo
Una disponibilità iniziale, due riscontri tecnici favorevoli e un successivo parere negativo riaprono il confronto sullo stadio Teofilo Patini di…
Il calcio a Torre Annunziata vive l’ennesimo paradosso di una storia tanto gloriosa quanto tormentata. Il “Giraud”, da sempre cuore pulsante del tifo oplontino, si conferma oggi un problema di non poco conto. La promozione in Lega Pro, che avrebbe dovuto inaugurare un’estate di soli festeggiamenti e programmazione serena, si è trasformata in tempi record in un’autentica corsa contro il tempo. L’impianto di Piazzale Gargiulo, di proprietà comunale, non è attualmente in grado di soddisfare i rigidi criteri strutturali e di sicurezza richiesti dal calcio professionistico. Una criticità pesante, che sta tenendo in ansia la dirigenza e l’intera tifoseria, costringendo il club alla spasmodica ricerca di un’alternativa valida da presentare in Lega in attesa che la casa madre torni a essere “abile e arruolabile”.
Savoia, nodo stadio tra ok tecnici e parere negativo
Una disponibilità iniziale, due riscontri tecnici favorevoli e un successivo parere negativo riaprono il confronto sullo stadio Teofilo Patini di…
Iscrizione fatta ma tegola stadio
L’aspetto che più aumenta il rammarico è l’assoluta precisione con cui la società sta muovendo i propri passi sul piano amministrativo. A certificare la serietà del progetto e una solidità economica non comune è stata la formalizzazione dell’iscrizione al campionato, avvenuta con ampio anticipo rispetto alle scadenze federali. Il Savoia è stato tra i primissimi club in Italia a tagliare questo traguardo, dimostrando che i problemi, semmai, albergano altrove. Il vero ostacolo è rappresentato dalla complessa macchina burocratica legata all’adeguamento del “Giraud”. Già durante la passata gestione amministrativa guidata dall’ex sindaco Cuccurullo, la società aveva sollecitato ripetuti interventi. Il bilancio attuale parla di un percorso tortuoso: tra cantieri avviati, prescrizioni fondamentali non ancora eseguite e promesse disattese, la strada si è bruscamente inerpicata. A complicare il quadro è sopravvenuto il commissariamento dell’Ente comunale, oggi guidato dai commissari prefettizi. L’interlocuzione con i rappresentanti del Governo — destinati a rimanere in città per almeno 18 mesi — segue dinamiche stringenti. Il loro mandato prioritario è il ripristino assoluto della legalità e delle regole, motivo per cui i lavori al “Giraud” sono finiti sotto la lente di ingrandimento di controlli approfonditi. L’auspicio della piazza è che la celerità degli interventi in corso possa garantire un esito positivo prima dell’inizio del campionato, scongiurando ulteriori intoppi.
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Le soluzioni alternative
Nel frattempo, i vertici societari hanno dovuto esplorare diverse soluzioni d’emergenza. La primissima ipotesi, che portava al “Liguori” di Torre del Greco, è tramontata sul nascere per evidenti ragioni di ordine pubblico legate alla storica rivalità tra le tifoserie. Successivamente è stata valutata, e poi accantonata, la pista che conduceva a Latina. La soluzione che sembrava aver risolto definitivamente il problema era quella di Castel di Sangro. Il Savoia aveva incassato il nullaosta del sindaco abruzzese e l’approvazione della Commissione Impianti Sportivi della Figc. Tuttavia, l’11 giugno scorso, un inatteso stop della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli (incardinata presso la Prefettura de L’Aquila) ha gelato gli entusiasmi: parere negativo e richiesta di ulteriori adempimenti, nonostante si trattasse di una struttura sotto la soglia dei 7.500 posti. Nelle ultime ore, il raggio d’azione si è spostato nuovamente in Campania, precisamente verso il “De Cristofaro” di Giugliano. L’impianto ospita stabilmente la Lega Pro, non presenta nodi normativi e la sponda dirigenziale dei tigrotti è affidata alla famiglia Mazzamauro, vecchia conoscenza del calcio torrese. Sullo sfondo resta viva anche una suggestiva richiesta formale per il “San Nicola” di Bari, confermata dallo stesso primo cittadino pugliese. La palla passa ora alle istituzioni calcistiche e locali: Torre Annunziata aspetta di sapere dove batterà il cuore del suo Savoia.