Torre del Greco, affreschi e reperti inediti: gli ultimi scavi svelano i nuovi tesori di villa Sora
Torre del Greco. Mettere in sicurezza e ampliare Villa Sora a Torre del Greco, tra le più sontuose ville d’otium di rango senatorio e imperiale sorte lungo la costa campana, in larga parte distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Da questi presupposti sono partite le indagini condotte dal parco archeologico di Ercolano presso la struttura posta in località Cimitero.
Gli interventi sono stati presentati nel corso di un’iniziativa tenutasi a palazzo Vallelonga nell’ambito delle giornate europee dell’archeologia. Villa Sora – complesso residenziale di età tardo repubblicana e primo imperiale affacciato sul golfo di Napoli – fu edificata intorno alla metà del primo secolo avanti Cristo e fu oggetto di successivi rifacimenti. Si sviluppava lungo la linea di costa, con un impianto scenografico articolato su terrazze digradanti verso il mare, per un’estensione stimata di circa 150 metri lungo il litorale.
Le indagini 2025-2026 – avviate lo scorso mese di novembre – sono le prime di carattere sistematico condotte sul sito dopo oltre trent’anni, rese possibili da un finanziamento di 150.000 euro nell’ambito della campagna nazionale di scavi archeologici promossa dalla direzione generale musei del Ministero della Cultura, con il supporto del Packard Humanities Institute e il sostegno del Comune di Torre del Greco attraverso un progetto Art Bonus.
Le indagini hanno preso avvio dalla necessità di messa in sicurezza del fronte nord-est del settore già scavato a cielo aperto tra gli anni ‘80 e ‘90, cogliendo allo stesso tempo l’opportunità di ampliare le conoscenze sul complesso.
L’intervento si è concentrato sul cosiddetto ambiente 22 – di dimensioni contenute (circa 10 metri quadrati) ma di eccezionale qualità decorativa – già parzialmente visibile attraverso un cunicolo.
Le attività hanno contestualmente ampliato l’area visitabile, con il prolungamento della tettoia e la nuova disposizione della passerella. La lettura stratigrafica ha consentito di ricostruire con chiarezza la sequenza dell’eruzione del 79 d.C.: le colate piroclastiche investirono le strutture, provocando il collasso delle coperture, del soffitto e il cedimento delle pareti.
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