Torre del Greco, migliaia di presenze per i 4 altari: la festa (e la città) battono veleni e polemiche
LA RASSEGNA
15 giugno 2026
LA RASSEGNA

Torre del Greco, migliaia di presenze per i 4 altari: la festa (e la città) battono veleni e polemiche

Bilancio positivo per l’edizione 2026. Il sindaco Mennella: “Dico grazie alla città”
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Alla fine, come sempre, sono state le piazze (e i cittadini) a parlare. E le piazze all’ombra del Vesuvio sono state piene di entusiasmo e partecipazione per l’intera durata della rassegna.

Piene per i concerti, piene per gli altari, piene per i fuochi sul mare e per l’inedito spettacolo di droni capace di «accendere» il porto con i valori identitari di un’intera comunità. L’edizione 2026 della festa dei Quattro Altari si è chiusa così: con decine di migliaia di presenze e con una risposta popolare in grado di travolgere le polemiche e i veleni.

Le spese record

Per settimane il dibattito politico si era concentrato su costi, spese e scelte organizzative. Ma il verdetto della città è arrivato nelle tre sere della manifestazione: strade affollate, pubblico eterogeneo, visitatori arrivati anche da fuori regione e dall’estero.

Un segnale chiaro per la rassegna riportata in vita dall’amministrazione comunale targata Luigi Mennella dopo sedici anni di assenza. «Ancora una volta la città e i cittadini, a cui sento di rivolgere un doveroso ringraziamento, hanno risposto come meglio non potevamo aspettare», afferma il leader di palazzo Baronale. E non è un passaggio secondario quando il sindaco aggiunge che “«nche ad alcune polemiche registrate a margine della rassegna, la risposta della popolazione è stata esemplare e improntata alla partecipazione attiva alla festa».

In fondo è qui il punto politico e culturale della vicenda: la Festa dei Quattro Altari è tornata a essere patrimonio condiviso della comunità. Gli altari e i tappeti hanno confermato qualità artistica e capacità attrattiva; i grandi eventi musicali hanno richiamato migliaia di persone; il centro storico è tornato a vivere fino a notte fonda, culminando nel lungo spettacolo pirotecnico finale.

Il ritorno d’immagine

Luigi Mennella allarga poi lo sguardo oltre la tre giorni: «Personalmente ho constatato la presenza di tante persone venute appositamente da altre città e anche dall’estero per assistere alla festa, a dimostrazione che la strada scelta dall’amministrazione comunale all’atto del ripristino della manifestazione dopo praticamente quindici anni di oblio, è quella giusta».

È la scommessa di un’identità cittadina ritrovata e di un turismo culturale ancora tutto da costruire. Per questo il sindaco guarda avanti: «La proposta culturale proseguirà con tanti altri momenti interessanti nei prossimi mesi», con l’obiettivo di consolidare l’immagine turistica della città e creare nuove opportunità economiche.

I veleni, insomma, restano. Ma quest’anno – come in passsato – sono stati battuti dai «numeri» della festa. E Torre del Greco, almeno per tre giorni, si è riconosciuta di nuovo nella sua tradizione più antica.

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