San Giuseppe Vesuviano | Basoli forati per i parcheggi, la denuncia di Ambrosio: «Centro storico sfregiato»
LA DENUNCIA
16 giugno 2026
LA DENUNCIA

San Giuseppe Vesuviano | Basoli forati per i parcheggi, la denuncia di Ambrosio: «Centro storico sfregiato»

L'ex primo cittadino sangiuseppese punta il dito contro gli interventi in corsoo nell'area di piazza Garibaldi. La missiva indirizzata al ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e alla soprintendenza di Napoli.
Andrea Ripa

Un esposto urgente alle autorità competenti per fermare quelli che definisce «lavori selvaggi» sul selciato storico del centro di San Giuseppe Vesuviano. A firmarlo è l’ex sindaco Antonio Agostino Ambrosio, che punta il dito contro gli interventi in corso nell’area di piazza Garibaldi e delle strade limitrofe per l’installazione dei sensori elettronici destinati alla gestione delle future aree di sosta a pagamento. Secondo Ambrosio, la ditta incaricata dei lavori avrebbe avviato una sistematica perforazione dei basoli in pietra lavica vesuviana per alloggiare i dispositivi tecnologici necessari al sistema di smart parking. Un intervento che, a suo giudizio, rappresenterebbe un grave danno per il patrimonio storico e paesaggistico cittadino. Nell’esposto, trasmesso alle autorità, l’ex primo cittadino parla di «deturpamento e permanente manomissione del selciato storico» e sostiene che il danno sarebbe irreversibile. Tra i destinatari del documento il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e la soprintendenza di Napoli.

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«Ogni singolo basolo forato o spezzato costituisce una perdita definitiva», scrive Ambrosio, ricordando come da decenni non sia più possibile reperire materiale identico proveniente dalle cave di pietra lavica del Vesuvio, chiuse per ragioni di tutela ambientale.

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Ma le contestazioni non si fermano all’aspetto storico e culturale. L’ex sindaco solleva anche dubbi sulla legittimità amministrativa dell’intervento. Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, la realizzazione di una rete diffusa di sensori nel sottosuolo non potrebbe essere considerata una semplice manutenzione, bensì un’opera capace di modificare in maniera permanente il suolo pubblico, con conseguenti implicazioni sul piano urbanistico e autorizzativo.Ambrosio richiama inoltre il Codice dei beni culturali e del paesaggio, evidenziando come l’intero territorio comunale ricada in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali. Da qui la richiesta di verificare se siano stati acquisiti tutti i necessari pareri degli enti preposti alla tutela, a partire dalla Soprintendenza.

Nell’esposto viene infine contestata la scelta tecnica adottata dall’amministrazione e dalla società incaricata dei lavori. Secondo l’ex sindaco, esisterebbero infatti sistemi alternativi per la gestione intelligente della sosta, basati su tecnologie meno invasive e capaci di evitare interventi diretti sui basoli storici.La richiesta avanzata alle autorità è netta: disporre un’ispezione tecnica immediata sui cantieri attualmente in corso e, qualora emergano irregolarità, procedere con la sospensione dei lavori e con la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

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L’esposto apre così un nuovo fronte di polemica sulla gestione dei parcheggi a pagamento e sulla tutela del centro storico cittadino. Una questione destinata ad alimentare il dibattito politico nelle prossime settimane, con l’amministrazione comunale chiamata ora a chiarire la natura degli interventi e il percorso autorizzativo seguito per la loro realizzazione.