Torre Annunziata: beni confiscati, interesse per tre immobili
Vertice al Comune
16 giugno 2026
Vertice al Comune

Torre Annunziata: beni confiscati, interesse per tre immobili

Manifestazioni d’interesse già presentate per tre beni destinati a progetti sociali, culturali e abitativi
Metropolis

Il dossier sui beni confiscati è tra i primi fronti concreti aperti dal commissario straordinario Gianfranco Tomao a Torre Annunziata. Un tema delicato, che intreccia legalità, inclusione sociale, welfare e capacità amministrativa.

L’incontro con il consorzio Agrorinasce è servito a fare il punto sulle attività in corso. L’obiettivo era conoscersi, ricostruire il lavoro già avviato e verificare le procedure aperte. Al centro del confronto anche la definizione dei prossimi passaggi su un patrimonio che rappresenta una delle partite più simboliche del dopo-scioglimento.

Non si tratta soltanto della gestione ordinaria degli immobili sottratti alla criminalità organizzata. La sfida è trasformare beni segnati da abbandono, abusivismo e degrado in luoghi vivi e utili alla comunità.

Tre progetti per i beni confiscati

Dal confronto è emerso che i bandi relativi a tre beni confiscati hanno già raccolto diverse manifestazioni d’interesse da parte degli enti del Terzo Settore.

Il prossimo passaggio sarà l’apertura delle buste e la valutazione dei progetti presentati. Una fase decisiva per individuare le proposte ritenute più idonee e definire la destinazione concreta degli immobili.

Il primo intervento riguarda il terreno agricolo di contrada Ponte Zappella. L’obiettivo indicato dal Comune e da Agrorinasce è la realizzazione di un centro di agricoltura sociale.

Il progetto è pensato per favorire l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di fragilità. Allo stesso tempo punta a restituire produttività a un’area sottratta alla disponibilità criminale.

In via Oplonti, invece, l’idea è trasformare un immobile commerciale in un hub dedicato alla partecipazione civica. Sono previsti spazi per coworking, laboratori artistici, attività formative e conferenze.

L’obiettivo è creare un luogo aperto alla città. Una struttura costruita attorno a funzioni sociali, culturali e aggregative.

Il terzo intervento riguarda i tre appartamenti di via Pastore. Gli immobili saranno destinati a nuclei familiari vulnerabili attraverso percorsi di autonomia abitativa e inclusione sociale.

Tre progetti differenti, ma accomunati dalla stessa finalità. Fare dei beni confiscati strumenti di welfare, lavoro e partecipazione.

La sfida per Torre Annunziata

Per Tomao il dossier assume un valore particolare anche alla luce della fase istituzionale che vive Torre Annunziata.

Dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, la gestione dei beni sottratti ai clan rappresenta uno dei terreni su cui misurare la capacità dell’Ente di garantire trasparenza, continuità amministrativa e ricadute concrete sul territorio.

Le procedure avviate prima del commissariamento passano ora sotto la responsabilità della gestione straordinaria. Il compito sarà quello di non disperdere il lavoro svolto e accompagnare i progetti fino all’assegnazione definitiva.

Da Ponte Zappella a via Oplonti, fino agli appartamenti di via Pastore, il percorso appare già tracciato. Adesso occorrerà trasformare le manifestazioni d’interesse in progetti reali e i beni confiscati in luoghi capaci di restituire valore pubblico a Torre Annunziata.