Torre Annunziata, sigilli al cantiere nautico per scarichi abusivi nel Sarno
Torre Annunziata, nuovo colpo alle attività ritenute inquinanti lungo la fascia costiera collegata al bacino del Sarno. La Procura oplontina ha disposto il sequestro preventivo di un cantiere nautico accusato di scarichi abusivi e violazioni ambientali.
Il sequestro del cantiere nautico
Proseguono le attività di contrasto all’inquinamento ambientale coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Il 16 giugno 2026 la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli hanno eseguito il sequestro preventivo del cantiere nautico “Officina della Nautica S.r.l.”, situato nel comune di Torre Annunziata.
L’intervento rientra nelle indagini finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle cause dell’inquinamento del fiume Sarno. Il provvedimento è stato adottato in relazione alle ipotesi di reato riguardanti lo scarico abusivo di reflui industriali. Contestata anche la mancanza delle autorizzazioni previste per le emissioni in atmosfera dal Testo Unico Ambientale.
L’operazione ha interessato un’area coperta di circa 5.700 metri quadrati e uno spazio esterno di circa 3.000 metri quadrati. La superficie complessiva sottoposta a sequestro ammonta a 8.700 metri quadrati.
Durante gli accertamenti, i militari hanno verificato la presenza di attività di rimessaggio e cantieristica navale. Sono stati inoltre documentati interventi di levigazione su un natante da diporto e operazioni di applicazione di materiale antivegetativo su uno scafo.
Le verifiche e le indagini sul Sarno
Le verifiche tecniche hanno incluso prove di continuità idraulica effettuate mediante l’utilizzo di traccianti. Secondo gli investigatori, gli accertamenti avrebbero consentito di individuare un sistema di scarico ritenuto irregolare. I reflui industriali derivanti dalle lavorazioni sulle superfici esterne sarebbero stati convogliati direttamente nella fogna consortile attraverso un by-pass. Il tutto sarebbe avvenuto senza alcun trattamento preliminare di depurazione.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, questo sistema avrebbe consentito lo smaltimento illecito delle acque reflue prodotte dall’attività.
Alla luce delle risultanze raccolte, la polizia giudiziaria ha proceduto al sequestro d’urgenza dell’intera area. L’obiettivo è impedire la prosecuzione delle presunte condotte illecite ed evitare l’aggravamento delle conseguenze ambientali.
Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto alla valutazione del giudice per le indagini preliminari per la prevista convalida. L’intervento si inserisce in una più ampia attività investigativa che coinvolge Capitaneria di Porto, NOE, ARPAC e altre forze di polizia sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata.
Dall’inizio del 2026 sono stati eseguiti undici sequestri preventivi di cantieri nautici. Alcuni di essi sono risultati completamente abusivi.
Nello stesso periodo sono state denunciate tredici persone per reati ambientali. Sono inoltre stati sottoposti a vincolo giudiziario circa 50 mila metri quadrati di aree.
Numeri che testimoniano l’intensificazione dei controlli lungo il litorale sorrentino e nelle zone interessate dal bacino del Sarno. L’attività investigativa è finalizzata alla tutela dell’ambiente e della risorsa mare.

