Ucciso a Napoli a 19 anni, il killer minorenne condannato a 14 anni di cella
Si è concluso con una condanna a 14 anni e 8 mesi di reclusione il processo celebrato davanti al Tribunale per i Minorenni di Napoli nei confronti del ragazzo che, nel novembre 2025, uccise il 19enne Marco Pio Salomone nel quartiere Arenaccia. L’imputato, oggi 15enne, era accusato di aver esploso un colpo di pistola che raggiunse alla testa il giovane mentre si trovava a bordo di un’auto insieme ad altri ragazzi.
Il giorno successivo al delitto il minorenne si presentò in Questura, confessando di essere stato l’autore dello sparo. Assistito dall’avvocata Beatrice Salegna, sostenne di aver fatto fuoco con l’intenzione di spaventare il gruppo e non di uccidere.Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, il movente sarebbe legato a una serie di vessazioni che il giovane avrebbe subito da tempo da parte di alcuni componenti della comitiva coinvolta. Gli investigatori avrebbero inoltre accertato l’esistenza di minacce rivolte in precedenza a quei ragazzi, elemento che ha contribuito a delineare il contesto nel quale maturò l’omicidio.
La sentenza emessa dal Tribunale per i Minorenni chiude il primo grado di giudizio. La difesa attende ora il deposito delle motivazioni per valutare l’eventuale ricorso in appello. Qualora la condanna non venisse impugnata, in applicazione delle disposizioni introdotte dalla cosiddetta Riforma Cartabia, la pena potrebbe essere ridotta a 12 anni e 2 mesi di reclusione.La vicenda aveva profondamente colpito il quartiere Arenaccia e l’intera città di Napoli, sia per la giovane età dell’imputato sia per le circostanze che portarono alla morte di Marco Pio Salomone.

