Castellammare | Mobbing sulla dipendente non vedente: archiviate due funzionarie
LA SENTENZA
19 giugno 2026
LA SENTENZA

Castellammare | Mobbing sulla dipendente non vedente: archiviate due funzionarie

Mobbing su una dipendente non vedente, crollano tutte le accuse.
Michele De Feo

Mobbing su una dipendente non vedente, crollano tutte le accuse. Il gip del Tribunale di Torre Annunziata, Luisa Crasta, ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico delle due funzionarie dell’Asl Napoli 3 Sud, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica. Secondo il giudice, infatti, il reato non sussiste e non emergono elementi sufficienti per sostenere l’ipotesi accusatoria di atti persecutori e lesioni personali ai danni della dipendente disabile.

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La vicenda era nata dalla denuncia presentata da una 38enne di Sant’Antonio Abate, impiegata negli uffici dell’Asl di Castellammare di Stabia, che aveva raccontato di presunti episodi di mobbing e vessazioni sul luogo di lavoro protratti per oltre un anno e mezzo. Accuse che avevano portato all’iscrizione nel registro degli indagati di una dirigente amministrativa di 50 anni di Torre del Greco e di una funzionaria di 60 anni di Castellammare di Stabia. Nel provvedimento di archiviazione, il gip ha ritenuto non raggiunto il livello di gravità indiziaria necessario per sostenere l’impianto accusatorio, accogliendo quindi la valutazione del pubblico ministero che aveva già chiesto di chiudere il fascicolo.

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La difesa delle due funzionarie, rappresentata dall’avvocato Mario D’Apuzzo, ha evidenziato fin dall’inizio l’assenza di condotte penalmente rilevanti, sostenendo che i rapporti tra le parti si inserissero in un contesto lavorativo conflittuale ma non tale da integrare ipotesi di reato.Il procedimento era nato dalla denuncia della dipendente, che aveva riferito una serie di episodi verificatisi a partire dal novembre 2023, tra cui richieste di trasferimento, contrasti sulla gestione dei permessi e tensioni legate a un concorso interno.

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La donna aveva raccontato anche di momenti di forte disagio personale, al punto da modificare le proprie abitudini lavorative per timore di ulteriori episodi. Nel corso delle indagini erano stati ricostruiti i vari episodi segnalati, ma gli approfondimenti della Procura non avrebbero evidenziato elementi univoci tali da sostenere l’accusa in giudizio. Da qui la richiesta di archiviazione, poi accolta dal gip Luisa Crasta. Con la chiusura del fascicolo si chiude, almeno sul piano penale, una vicenda che aveva suscitato attenzione anche per la condizione di fragilità della presunta persona offesa e per il contesto lavorativo interno agli uffici dell’Asl Napoli 3 Sud.