Torre Annunziata: Apreamare, il Comune restituisce 890mila euro
Quasi 900mila euro da restituire e oltre 172mila euro da recuperare dai privati. È questa la conseguenza del cambio di scenario che riguarda il sito Apreamare di Torre Annunziata, al centro di un progetto di bonifica finanziato con fondi del Pnrr.
Una vicenda che, nelle ultime settimane, ha preso una direzione diversa rispetto a quella inizialmente prevista. Ora il Comune è impegnato a restituire gran parte delle somme ricevute e a chiedere il rimborso delle spese già sostenute.
Il progetto di bonifica e il cambio di scenario
Tutto ruota attorno all’area compresa tra via Terragneta e via Saline. Il sito era stato inserito tra i cosiddetti “siti orfani”, aree da recuperare attraverso finanziamenti pubblici.
Per questo intervento erano stati stanziati oltre 3,5 milioni di euro. La Regione Campania aveva già trasferito al Comune una prima anticipazione di poco più di un milione di euro.
Nel frattempo erano partite le attività preliminari necessarie per comprendere lo stato ambientale dell’area. Le verifiche servivano anche a pianificare gli interventi successivi.
La situazione è cambiata quando i proprietari delle aziende presenti nel sito hanno deciso di assumere direttamente il percorso di risanamento ambientale. Una scelta che ha avuto effetti immediati sull’intero progetto.
Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Ambiente, il subentro dei privati fa venir meno la condizione che aveva consentito l’accesso ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
In altre parole, il sito non può più essere considerato “orfano”. Di conseguenza non può continuare a beneficiare delle risorse previste dal Pnrr.
Torre Annunziata, la restituzione dei fondi e il recupero delle spese
Da qui la necessità per il Comune di Torre Annunziata di restituire la parte dell’anticipazione che non è stata utilizzata. La cifra ammonta a 890.538,10 euro. Si tratta della somma residua dopo le attività già svolte negli ultimi mesi per avviare il procedimento di caratterizzazione ambientale e le indagini tecniche sul terreno.
Una parte dei fondi, infatti, è stata già impiegata. Complessivamente il Comune ha sostenuto spese per 172.601,90 euro. Le risorse sono state utilizzate per affidamenti professionali, studi specialistici, attività di indagine e controlli ambientali. Proprio questa somma rappresenta ora il nuovo fronte amministrativo aperto dall’ente.
La determina approvata dagli uffici comunali prevede l’avvio delle procedure per recuperare quanto già speso. Il Comune chiederà ai proprietari delle aziende che hanno assunto la gestione degli interventi di rimborsare integralmente i costi sostenuti dall’amministrazione.
Sarà inviata una formale richiesta di pagamento. In caso di mancata risposta entro i termini stabiliti, potranno essere attivate ulteriori misure di tutela del credito vantato dall’ente.
La vicenda segna una svolta per uno dei progetti ambientali più rilevanti degli ultimi anni sul territorio oplontino. Se da un lato termina il percorso finanziato attraverso il Pnrr, dall’altro si apre una nuova fase.
Saranno infatti direttamente i proprietari dell’area a portare avanti le attività necessarie per la messa in sicurezza e il risanamento del sito. Una decisione che modifica completamente il quadro originario e che comporta conseguenze economiche significative sia per il Comune sia per i soggetti privati coinvolti.

