Boscoreale | Ucciso dal clan per un debito del padre, a processo i killer di Davide Fiorucci
CAMORRA
22 giugno 2026
CAMORRA

Boscoreale | Ucciso dal clan per un debito del padre, a processo i killer di Davide Fiorucci

Fissata l'udienza preliminare: a processo i 3 killer del clan
Michele De Feo

Ucciso per un debito contratto dal padre di 20mila euro: a processo i  killer di Davide Fiorucci. È stata fissata per la prima settimana di luglio, davanti al gup del Tribunale di Napoli, l’inizio dell’udienza preliminare che vede imputati Carmine Gallo, 32 anni, Ivan Maione, 49 anni, e Nunzio Della Ragione, 39anni, per l’omicidio del pizzaiolo 29enne di Boscoreale, assassinato con 6 colpi di pistola sotto casa la sera dell’11 febbraio 2024 nel Piano Napoli, uno dei quartieri bunker della camorra del Vesuviano.  I tre dovranno rispondere, a vario titolo, delle accuse di omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso e di detenzione e porto illegali di arma comune da sparo.

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Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli (pm Valentina Sincero), il delitto maturò nell’ambito delle dinamiche criminali legate al controllo delle attività illecite nella vasta area di edilizia popolare di Boscoreale di via Settetermini e avrebbe avuto origine da una vicenda debitoria risalente nel tempo. Per gli investigatori, infatti, Fiorucci sarebbe stato ucciso per il mancato pagamento di un debito di circa 20mila euro contratto anni prima dal padre. Una pretesa economica che, secondo l’accusa, si sarebbe trasformata in una richiesta estorsiva avanzata dagli esponenti del gruppo criminale operante al Piano Napoli e che Fiorucci si sarebbe opposto a pagare. Nelle settimane precedenti all’omicidio, la famiglia della vittima sarebbe stata già destinataria di intimidazioni culminate in una “stesa” contro l’abitazione del fratello del 29enne, episodio che aveva costretto i Fiorucci a chiudere temporaneamente la pizzeria gestita in centro città.

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La sera dell’agguato, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Torre Annunziata, Fiorucci venne atteso per ore sotto la propria abitazione. Quando il giovane rientrò e citofonò per farsi aprire il portone, il killer gli si avvicinò alle spalle esplodendo diversi colpi di pistola calibro 9 che lo raggiunsero al volto, al torace e all’addome, uccidendolo sul colpo. Un contributo decisivo alle indagini è arrivato anche dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Buonocore, le cui rivelazioni hanno consentito agli inquirenti di ricostruire ruoli, responsabilità e movente dell’agguato, trovando riscontro nelle attività investigative svolte dai carabinieri e coordinate dalla Dda partenopea.

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Da quanto ricostruito l’esecutore materiale del delitto sarebbe Carmine Gallo, che il pentito descrive come un «soggetto pericoloso e capace di compiere azioni di sangue» e che era solito «girare per strada armato di Kalashnikov e  con un giubbotto antiproiettili». Nunzio Della Ragione avrebbe contribuito alla pianificazione dell’agguato e fornito l’arma al killer, una pistola calibro 9 millimetri. Ivan Maione si sarebbe invece occupato del recupero del killer a bordo della sua auto, una panda bianca.  Ora la vicenda approda davanti al gup, chiamato a valutare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura antimafia nei confronti dei tre imputati.