Libera presenta “Whistle Monitor”: in Campania un quadro tra eccellenze e criticità
In occasione della Giornata Internazionale del Whistleblower, Libera presenta “Whistle Monitor”, il primo report di monitoraggio civico nazionale dedicato alla qualità dei sistemi di segnalazione interna della Pubblica Amministrazione.
L’indagine ha analizzato 434 amministrazioni strategiche tra sanità, università ed enti locali, valutando la presenza e la qualità delle informazioni disponibili per chi intende segnalare episodi di corruzione o irregolarità.
Il monitoraggio ha preso in considerazione diversi aspetti: accessibilità dei canali di segnalazione, chiarezza delle informazioni, tutela dei segnalanti, trasparenza delle procedure e accessibilità anche da parte di persone con disabilità.
Dal report emerge che nessun ente raggiunge il 100% della conformità prevista. La maggior parte delle amministrazioni, pari al 56,9%, si colloca nella fascia definita “tiepida”, caratterizzata da una situazione di adeguatezza solo parziale.
Le criticità del sistema
Secondo l’analisi di Libera, circa un ente su tre non garantisce nemmeno le informazioni minime necessarie per orientare e proteggere chi decide di segnalare un illecito.
Il 28,9% degli enti monitorati rientra infatti nell’area delle criticità, mentre soltanto il 14,1% raggiunge la fascia “Ottimo”.
Un dato particolarmente rilevante riguarda i 29 enti pubblici, pari al 6,7% del totale, che risultano privi di una pagina informativa o di canali dedicati al whistleblowing, creando di fatto un ostacolo all’esercizio del diritto alla segnalazione.
La situazione in Campania
In Campania sono stati monitorati 30 enti. Il punteggio medio regionale registrato è stato di 37,2 su 70,5.Otto enti, pari al 26,7% del totale, si collocano sotto la sufficienza e non garantiscono condizioni informative minime per chi vuole segnalare irregolarità.
Dall’altro lato, 16 enti, pari al 53%, risultano invece virtuosi e posizionati nella fascia alta, offrendo informazioni considerate adeguate ai potenziali segnalanti.
Sono sei gli enti che presentano una situazione intermedia, con dati solo parzialmente adeguati.
Il quadro regionale evidenzia una forte differenza soprattutto nel settore sanitario, dove si passa da realtà con punteggi elevati fino ad arrivare a casi con risultati molto bassi. Gli enti locali, invece, mostrano maggiore uniformità e risultati mediamente migliori.
Un confronto per migliorare
Libera sottolinea la necessità di rafforzare formazione, strumenti e supporto alle amministrazioni pubbliche per rendere il whistleblowing realmente accessibile.
«Serve uno sforzo corale per colmare il gap che sul tema dell’accessibilità al whistleblowing esiste ed è reale», ha dichiarato Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera.
L’obiettivo, spiega l’associazione, è accompagnare gli enti territoriali in un percorso di semplificazione tecnica, formazione e maggiore responsabilizzazione.
«Solo offrendo canali protetti e informazioni trasparenti possiamo dire di stare davvero tutelando chi sceglie di difendere l’interesse collettivo» conclude Rispoli.

